Francesco Stati

Francesco Stati

La saggia ironia che fa bene alla verità

25 anni, fondatore di un giornale online: questo il percorso di Francesco Stati, romano e romanista, originario di Capistrello in provincia dell’Aquila. Fa il giornalista perché pensa che non esista niente di troppo complicato, e perché nessuno dovrebbe rinunciare a capire la realtà. Dottore in Relazioni Internazionali e pioniere di theWise Magazine, non sopporta il genere musicale trap. Appassionato da sempre di politica e giornalismo, è uno sdrammatizzatore cronico. Il suo motto? Exitus acta probat, “il risultato prova i mezzi”.

Cosa ti ha spinto a fondare il settimanale theWise?

«La determinazione nel perseguire gli ideali in cui credo: obiettività, coerenza, verità, informazione di qualità. Con theWise Magazine voglio raccontare privilegiando i fatti e non le opinioni. Ho iniziato a correggere bozze per il giornale del mio liceo, l’Augusto Righi, e poi per un giornale di quartiere a San Lorenzo. Queste esperienze mi hanno arricchito, ma al contempo non mi hanno permesso di esprimere me stesso. Nonostante ciò ho avuto l’opportunità di mettermi in gioco intervistando, tra gli altri, il legale di un imputato del caso Cucchi, il 31enne romano morto a seguito di un pestaggio da parte di alcuni carabinieri. Poi, spinto dagli input positivi che queste esperienze mi hanno regalato, ho fondato theWise Magazine. I proventi iniziali li ho ricavati vendendo magliette, tramite una raccolta fondi online. Dal Master mi aspetto di imparare a far emergere la mia persona e i miei ideali».

A cosa non rinunceresti mai come uomo e cronista?

«Dal punto di vista umano al rapporto con la mia ragazza. Lei mi ha aiutato a uscire dal guscio, facendomi scoprire la passione per i viaggi. Dal punto di vista professionale al mio percorso ostinato nel diventare giornalista. A volte, come fondatore di un giornale, ho dovuto affrontare difficoltà stressanti – come la gestione degli aspetti burocratici – e spesso ci ho rimesso, ma rifarei tutto dall’inizio».

Un tuo pregio e un tuo difetto.

«Considero la capacità di sdrammatizzare qualsiasi situazione un mio pregio. Mi piace l’ironia, e la uso anche per comunicare sui social. Riesco a trovare un lato positivo anche nelle situazioni più tragiche, e questo è un bene per me. Il mio difetto peggiore è invece la pigrizia verso le cose che non mi piace fare, come studiare matematica al liceo».

In che modo ti piace trascorrere il tempo libero?

«Adoro i videogames, e in particolare quelli dal contenuto storico come Assassin’s Creed, poiché ti permettono di immergerti completamente in un mondo ed esplorarlo. Li considero educativi oltre che mirati all’intrattenimento. Mi piace poi ascoltare musica, eccetto punk e trap che trovo insopportabili, e infine nutro una passione per i “meme”, cioè quegli elementi di un sistema culturale trasmessi per imitazione, componente ironica che tanto amo nella comunicazione».

A cura di Martina Coscetta


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