Laura Miraglia

Laura Miraglia

Inviata speciale (e diversa)

 

Laura ha 23 anni e viene dal sud, da Catania, dove ha frequentato la facoltà di Lingue e Comunicazione. Ha il sogna di fare l’inviata, di diventare una giornalista. Usa la scrittura come arma di difesa. Del resto, ha la voglia di riscatto che le si legge in viso. Scrive da quando ha 8 anni, lo fa per dare spazio all’ “emozione: rabbia, gioia, allegria, spensieratezza, delusione, voglia di spaccare il mondo. Con un passato difficile, Laura è un fiume in piene quando parla della sua vita: di quello che ha passato e di quello che le aspetta. Dubbi e speranze, accompagnate dal ricordo che aveva di sé stessa quando era piccola: “una bambina diversa e speciale”.

 

“Diversa e speciale”, perché?

 

<<Perché sono cresciuta in un contesto familiare diverso rispetto agli altri. I miei si sono separati quando avevo sette anni. E va bene è una scelta loro, ma poco dopo mio padre si è ammalato e da lì in poi la situazione è peggiorata. Sia da bambina che da adolescente ho avuto a che fare con problemi che durante l’adolescenza sono difficile da affrontare>>.

 

Hai dovuto a rinunciare a qualcosa?

 

<<Eccome. Mio padre non poteva lavorare, così ho deciso di farlo io. Piccoli lavoretti: come quello dell’animatrice nei villaggi turistici. Una piccola esperienza che mi ha aiutato a superare la timidezza. Dall’altra parte però, non avevo tempo di uscire e divertirmi come tutte le adolescenti. A qualcosa bisogna rinunciare, ma fortunatamente con me c’era la scrittura>>.

 

 Come è nata questa tua passione?

 

<<Mi ha sempre accompagnata nel corso dell’infanzia. Ero balbuziente e scrivere era il miglior modo di esprimere le mie emozioni: rabbia, gioia, allegria, spensieratezza, delusione, voglia di spaccare il mondo. Ho sempre voluto fare l’inviata speciale, è il mio sogno più grande. Per me la scrittura è anche un modo per esprimermi, lo faccio per me stessa, per tirare fuori tutto ciò che ho dentro>>.

 

 Se lo fai per te stessa perché vuoi fare la giornalista? E’ un mestiere che si fa anche per gli altri.

 

<<Non sopporto le ingiustizie. Voglio dare importanza a chi non l’ha mai avuta, a chi si ritrova a chiedere l’elemosina per strada, a chi ha perso la casa. Lo Stato spesso non esiste, non investe sul sud. La Sicilia è scollegata dal resto del mondo e questo porta alla fuga dei giovani che preferiscono andare a cercare lavoro al nord o all’estero. A questo paese servirebbe una scossa>>.

 

 Come immagini il tuo futuro?

 

<<Il mio obbiettivo è quello di diventare una giornalista, vorrei lavorare come inviata speciale. Girare il mondo e vivere forti emozioni, anche le situazioni pericolose non mi spaventerebbero. Anzi, ne sarei orgogliosa. Ci sono giornalisti che hanno pagato con la vita per difendere la loro professione. Ci vuole coraggio ma sono pronta>>.

 

 Per finire, il tuo desiderio più grande?

 

<<Che mio padre torni a sorridere>>.

A cura di Gabriele Bartoloni


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