Angelica Migliorisi

Angelica Migliorisi

 

Più scrivo più mi conosco

 

Romana dell’Eur, 26 anni, amante dei Beatles, del Punk e della letteratura classica russa. Quando era all’asilo la maestra andò da sua madre e le disse: “sua figlia è una dattilografa!!”. Il suo professore di filosofia l’ha descritta come un puledro scalpitante in uno stagno stagnante. Questa è Angelica Migliorisi.

 

Partiamo dai tuoi studi.

 

«Ho preso la triennale in scienze politiche alla Luiss, la specialistica in relazioni internazionali alla Luiss ed ora master in giornalismo di nuovo alla Luiss, avrai capito subito che sono recidiva».

 

So che la scrittura è la tua passione più grande. Come hai cominciato?

 

«Non lo ricordo perché scrivo da sempre. La prima ad essersi accorta di questa mia passione è stata la mia maestra dell’asilo. Andò da mia madre e le disse stupefatta che passavo la maggior parte del tempo a scrivere. Credo di aver sviluppato questa passione così presto perché quando scrivo provo un senso di libertà. Riesco ad esprimermi appieno solo scrivendo. Con la scrittura quasi mi psicoanalizzo. Probabilmente come ogni bambino ho cercato il posto in cui sentirmi più a mio agio, e lo trovai nella scrittura». 

 

Hai già utilizzato le tue doti di scrittura nel lavoro?

 

«Ho scritto per diversi riviste e giornali: Europinione, Imdi.it, Thewise, Eventi culturali magazine e Fata Informatica per cui scrivevo di sicurezza informatica».

 

Cosa sai di sicurezza informatica?

 

«Nulla prima di iniziare quel lavoro. Ho imparato molto in corso d’opera, ora posso considerarmi quasi un’esperta. Ho scritto su molti argomenti: politica estera, politica interna, economia, sociologia, ho anche fatto la social media manager per una agenzia che organizza mostre d’arte in tutto il mondo».

 

L’argomento che ti è piaciuto di più?

 

«Musica. Insieme alla scrittura, la musica è una grande passione. Oltre che vivere con le cuffie alle orecchie, ho scritto una tesi sul Punk e suono il flauto traverso».

 

Punk e flauto traverso, strana accoppiata.

 

«Sì, è vero. In realtà si può dire che rispecchiano le due parti di me. Il punk rappresenta la mia anima ribelle, che è molto invasiva. Non per niente il mio professore di filosofia mi descrisse come un puledro scalpitante. Il flauto traverso rappresenta la mia continua ricerca di armonia e serenità. Ammetto che le due cose si contraddicono ma credo che in ogni persona vi siano due anime in conflitto».

 

Hai mai pensato di scrivere un libro?

 

«Sì. Mi piacerebbe scrivere un romanzo di formazione dove inserire alcune delle esperienze che hanno segnato la mia vita. Non ho avuto una giovinezza semplice. Ci sono stati dei lutti e momenti molto difficili. Vorrei poterne scrivere, così da analizzarli ed analizzarmi».

 

In che modo pensi ti abbiano segnato?

 

«Ho imparato a non prendere troppo sul serio i problemi quotidiani. Quando vivi determinate esperienze tendi poi a dare il giusto peso agli eventi successivi. Di fatto le esperienze negative che ho avuto mi hanno insegnato a prendere la vita con filosofia. Bisogna essere rilassati».

 

A cura di Fadi Musa


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