Martina Coscetta

Martina Coscetta

Cronaca giornalistica del pensiero positivo

 

Martina Coscetta ha 22 anni ed è una delle studentesse più giovani della Scuola. Si è diplomata al liceo scientifico nel 2016 e successivamente si è iscritta alla facoltà di Comunicazione a “Roma Tre”, laureandosi nel luglio 2019. Interessata a temi quali l’ambiente e i disagi sociali, ha svolto volontariato presso l’associazione Romaltruista. Ballerina classica, appassionata di trekking e video editing, adora i reportage, in particolare quelli della fotoreporter Letizia Battaglia.

 

Cos’è per te il giornalismo?

«Per me il giornalismo significa sostenere cause in cui si crede e che siano socialmente utili: penso che questa professione sia un mezzo cruciale per perseguire ideali positivi.

 

Cosa hai pensato quando hai letto il tuo nome nella lista degli ammessi?

Quando ho scoperto di essere fra gli allievi del biennio sono rimasta incredula ma, nonostante questa mia reazione, ho sempre pensato di potercela fare. Questo episodio ha migliorato ulteriormente la mia autostima: credo infatti nella Law of attraction, una teoria secondo cui se una persona ha un atteggiamento ottimista questa attrae a sé positività. Non credo nel caso, anzi, sono convinta che con le energie positive che ognuno di noi possiede si possa cambiare il proprio destino: bisogna solo imparare a utilizzare il potere della mente per influenzare il proprio futuro».

 

Nel tuo percorso hai esperienze giornalistiche e di video editing. Cosa porti di queste nel tuo bagaglio?

«Dell’attività giornalistica porto competenze tecniche: ho una ottima conoscenza di WordPress, fondamentale per destreggiarsi nella scrittura online, e una buona conoscenza dell’algoritmo SEO, meccanismo di Google per indicizzare gli articoli sul suo motore di ricerca; grazie al lavoro di redazione ho avuto inoltre una prima infarinatura di cosa significhi essere giornalista. Il video editing l’ho imparato da autodidatta: è un’attività che mi aiuta a rilassarmi perché riesco a concentrarvi tutte le mie energie mentali, svuotando così la testa. Ho preso ispirazione da altre ragazze, iniziando quasi per gioco con iMovie, e ora sto imparando a usare Final Cut che è molto più complesso. Anche dietro un video di cinque minuti possono esserci ore e ore di lavoro, e questa attività mi appassiona al pari della scrittura».

 

Hai parlato della tua passione del trekking come attività rilassante: cosa ha in comune con il montaggio video? Qual è il ruolo del tuo ragazzo in questa passione?

«Associo l’attività del trekking al montaggio perché, come questa, mi aiuta a evadere dalla realtà e a rigenerare mente e corpo; ha aiutato inoltre a sviluppare il rapporto con il mio ragazzo, perché in questo contesto condiviso riusciamo ad avere conversazioni diverse da quelle ordinarie: siamo io, lui e quasi 3000 metri di altezza a dividerci dal mondo. Nonostante sia più grande di me, mi è sempre piaciuto confrontarmi con persone più mature o che la pensano diversamente da me: è un aspetto che mi stimola, e anche se i nostri stili di vita sono diversi questo mi aiuta a essere una persona più aperta».

 

A cura di Francesco Stati


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