Natasha Caragnano

Natasha Caragnano

Dalla Cina con furore

 

Natasha Caragnano, 23 anni, viene da Mottola, in provincia di Taranto e si è laureata all’Università “La Sapienza” di Roma in Lingue, Culture e Letterature straniere, approfondendo lo studio dell’inglese e del cinese. Ama viaggiare con il taccuino in tasca e la macchina fotografica a tracolla, sempre prontare a raccontare le proprie esperienze e a condividerle sui social. Ha trascorso 3 mesi in Cina, dove ha capito che l’incontro con le altre culture le può insegnare più di qualsiasi scuola.

 

Natasha, come sei arrivata in questa Scuola?

 

«Il giornalismo è sempre stato il mio obiettivo. Anche la mia scelta universitaria era legata a questo. La passione per questa professione me l’ha trasmessa mio nonno. Quando ero piccola passavo molto tempo a casa dei miei nonni, dopo la scuola. Lui, invece dei cartoni animati, ci dava dei giornali da leggere. Lì è nato il mio interesse».

 

Cosa pensi di imparare qui?

 

«Non ho esperienze pregresse e qui spero di imparare il mestiere, di imparare a scrivere. Vorrei lavorare nel mondo della carta stampata e scrivere di Esteri».

 

Studiando Lingue, hai avuto modo di viaggiare molto? C’è un viaggio che ti ha segnato particolarmente?

 

«Sì, io adoro viaggiare, scoprire posti nuovi, confrontarmi con altre culture. Dopo la laurea mi sono iscritta ad un corso di cinese presso l’Università di Pechino. Ho trascorso lì tre mesi e questo mi ha dato la possibilità di assistere con i miei occhi a molte delle trasformazioni che stanno attraversando la Cina contemporanea. Da una parte la cultura si mantiene molto tradizionalista, c’è un retaggio del passato molto forte, dall’altra i mutamenti sono enormi».

 

Cosa intendi, fammi qualche esempio.

 

«Nel giorno della Festa dei morti ho visto molti giovani omaggiare i propri antenati al tempio. Allo stesso tempo è impossibile non notare i numerosi grattacieli che sorgono ovunque e sovrastano le strutture più vecchie, o le onnipresenti camere per strada, usate per il riconoscimento facciale».

 

Parlami dei tuoi hobby.

 

«Amo praticare sport, nuoto da quando ho sei anni, ma odio guardarlo in tv. Mi piace leggere e ammiro particolarmente Roberto Saviano. Sono molto contenta all’idea di conoscerlo di persona, quando verrà in questa scuola per un corso. Pensa che, dopo aver letto “La paranza dei bambini”, gli ho scritto una mail che non è mai arrivata a destinazione, perché la sua casella di posta era piena. Poi mi piace visitare chiese e ammirarne l’architettura, una passione nata grazie a mio padre, con il quale appena posso esco a scoprire nuovi monumenti».

 

Cosa ne pensa la tua famiglia della tua scelta?

 

«Sono felici per me, perché sanno che questo è il mio sogno. D’altronde sono anche spaventati, perché ho lasciato un possibile futuro impiego grazie alla conoscenza del cinese per qualcosa di più incerto. Ma sanno che io ci proverò fino in fondo e credono in me. Ti dirò di più: non ho nessuna intenzione di abbandonare lo studio delle lingue e anzi vorrei imparare in futuro anche l’arabo e il russo».

 

                         A cura di Marco Babusci

 

 

 

 


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