Forza Italia Viva? Renzi-Carfagna, assist per un nuovo centro

La vicepresidente della Camera Mara Carfagna in aula alla Camera durante l'esame del Documento di economia e finanza (Def), Roma, 18 aprile 2019. ANSA/ANGELO CARCONI

La dirigente di Fi è possibilista: «Potrebbe essere una suggestione». L'ex premier ci crede. Già a giugno Casini incalzava: «Lo spazio c'è, basta che qualcuno se lo prenda»


Il futuro centrista sarà qualcosa di simile a «Forza Italia Viva»? Difficile a dirsi, ma senza voler pretendere di prevedere il futuro, è evidente che Matteo Renzi sta cercando la sponda tra i berlusconiani. Dal palco dell’ultima Leopolda l’ex premier era stato chiaro: «Porte aperte a nuovi dirigenti». E la risposta è arrivata qualche settimana dopo dal palco del teatro Franco Parenti di Milano, dal festival de Linkiesta. Mara Carfagna, vicinissima a Silvio Berlusconi e considerata il volto nuovo di Forza Italia, è stata molto chiara: «Se Renzi dichiarasse di non sostenere più il governo di sinistra ma di avere altre ambizioni, Forza Italia Viva potrebbe essere una suggestione». Poi rincara la dose: «Molti, dopo venticinque anni, non si sentono a proprio agio in Forza Italia, oggi si sento a casa d’altri».

Intervistato da Quotidiano.net a settembre 2019, su un nuovo partito di centro ha parlato anche Pierferdinando Casini, partendo dalla fuoriuscita di Renzi e dei suoi dal Pd per fondare Italia Viva: «Con LeU al governo e con l’idea che le nozze Pd-M5s dovranno celebrarsi in modo duraturo lo spazio è immenso. Renzi lo ha capito. D’Alema e Bersani stanno per rientrare… Ma mi lasci dire una cosa: basta parlare di centro. Lo chiameremo Andrea. Inventatevi una nuova definizione». Casini riprende quello che aveva detto tre mesi prima a Un giorno da pecora: ci sarebbe «uno spazio al centro per il 10% degli elettori: lo dico io e tutti gli osservatori più intelligenti. Lo spazio c’è, basta che qualcuno se lo prenda. C’è una fetta enorme di elettori che aspettano un’interlocuzione. La vuol far Calenda, Renzi o la Carfagna, ma che si faccia…».

Ed è proprio quest’ultima a rendere noti i mal di pancia interni a Forza Italia, sempre dal palco del teatro Franco Parenti: «Mi fa rabbia la sudditanza psicologica nei confronti del sovranismo, è dannosa per il nostro partito, per le alleanze internazionali. In nessun Paese i partiti liberali sono affetti da sudditanza verso le destre estreme. Non mi piace e non lo accetto». La risposta di Renzi è chiarissima: «C’è un mondo dentro Fi che non si sente a casa. C’è una parte che non sfila in piazza con Casapound. La Casa delle Libertà non va confusa con Casapound. E c’è una parte che non è d’accordo con l’astensione sulla proposta di Liliana Segre. C’è un mercato politico che guarda con interesse a noi. Parlamentari di Forza Italia molto seri stanno riflettendo su cosa fare e mi auguro che già dai prossimi giorni possano valutare un’adesione ai gruppi di Italia Viva».

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