Derby d’Italia, capitolo 236. Conte e Sarri avversari per la prima volta

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I due allenatori si sono sfiorati più volte senza affrontarsi mai. Domenica sera, in occasione di Inter-Juventus, saranno finalmente l’uno contro l’altro


Una sfida storica, eppure inedita. Domenica sera a San Siro Inter e Juventus si affronteranno nella 236° edizione del “Derby d’Italia”, la partita più giocata nella nostra Serie A. Sembra strano, quindi, definirla “inedita”, eppure è così. Perché per la prima volta si affronteranno due tra i migliori allenatori italiani degli ultimi anni, Conte e Sarri. Due tecnici dalle filosofie di gioco diversissime, arrivati sulla panchina di una loro storica rivale per rivoluzionare l’ambiente e portare in bacheca un trofeo – nazionale da una parte, europeo dall’altra – che manca da troppo tempo. Due allenatori che in carriera si sono sfiorati, dati il cambio, hanno vinto e perso con le stesse squadre e che finalmente si ritrovano contro sul terreno di gioco, in vesti assolutamente impronosticabili. Avreste mai pensato, a maggio scorso, che il teorico della rivoluzione “fino al palazzo” e della resistenza partenopea allo strapotere sabaudo sarebbe poi passato dall’altra parte? E che il capitano di quella Juventus che nel 1998 strappò lo scudetto all’Inter, nel giorno del famoso rigore non dato a Ronaldo, sarebbe stato acclamato dalla sponda nerazzurra del Naviglio? Eppure, oggi è cosi.

Sliding doors – Conte e Sarri si danno il cambio in panchina per la prima volta nel 2006/2007, in Serie B, nell’unico campionato cadetto disputato dalla Juventus. Siamo ad Arezzo, e per il salentino è la prima esperienza in panchina dopo il ritiro. I toscani partono male e con una penalizzazione di 6 punti, frutto del carrozzone di Calciopoli. Dopo 9 partite la classifica dice -1, Conte viene sollevato dall’incarico e sostituito da Sarri. L’Arezzo arriva ai quarti di Coppa Italia e in campionato pareggia contro Juventus e Napoli, ma a marzo un nuovo cambio riporta Conte sulla panchina aretina. Gli amaranto retrocedono nonostante un grande girone di ritorno (senza la penalizzazione avrebbero chiuso undicesimi), proprio a causa della sconfitta della Juve contro lo Spezia. Sarà il primo momento di risentimento di Conte nei confronti della “sua” squadra. Dodici anni dopo, un nuovo turnover: nell’estate 2018 Conte termina la sua esperienza biennale al Chelsea dopo aver vinto campionato ed Fa Cup; al suo posto arriva Sarri, che corona il suo unico anno a Londra con il successo in Europa League. Ed arriviamo così alla sfida di domenica.

Per il primato – Il salentino ha dato subito la sua impronta all’Inter e i risultati in campionato lo dimostrano: sei vittorie nelle prime sei giornate (ai nerazzurri non succedeva da 52 anni) e un gol subito valgono, ad ora, il primato solitario. Meno bene in Champions, dove in due partite è arrivato un solo punto (in casa contro lo Slavia Praga) ma anche la prestazione migliore, al Camp Nou di Barcellona (immeritata sconfitta per 2-1). Il percorso di Sarri invece è stato più complicato, altalenante, ma in linea con quanto dice la sua storia nelle prime giornate di campionato. L’opaco esordio vincente di Parma, la perfetta prima ora contro il Napoli, i pareggi contro Fiorentina e Atletico Madrid (molto diversi tra loro) e le risicate vittorie contro Brescia, Verona e Spal – prima del convincente successo in Champions contro il Bayer Leverkusen – restituiscono l’idea di una Juve forte, ma ancora in fase di rodaggio. Oscillante tra lo smarrimento e il Sarrismo, non ancora del tutto affrancata dall’eredità di Allegri. I bianconeri hanno perso punti solo a Firenze, ma l’unico modo per dare tranquillità ad un ambiente mai sazio di successi è continuare a vincere.

I precedenti – Conte affronterà per la terza volta la Juve da avversario, e per ora il bilancio è di due sconfitte: la prima in B con l’Arezzo (1-5), la seconda in A nella breve esperienza del tecnico all’Atalanta (2-5). Sarri ha invece affrontato l’Inter 9 volte, ottenendo 3 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte. La partita di domenica romperà in qualsiasi modo questo equilibrio e potrebbe dare la prima svolta al campionato. Non resta che gustarsi lo spettacolo.

 

 

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