I prossimi appuntamenti di politica internazionale

La fotografia di questo G7 che probabilmente rimarrà più impressa: la cancelliera tedesca Angela Merkel, al centro, parla al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il 9 giugno 2018
(Jesco Denzel/Governo federale tedesco via AP)

Vertici, elezioni e nuovi protagonisti: l’agenda degli ultimi mesi del 2019


Con il Regno Unito ancora senza premier e con le istituzioni europee a fine mandato, dal 24 al 26 agosto si terrà in Francia, a Biarritz, il G7. Il vertice tra le sette economie più avanzate al mondo – insieme all’Unione Europea – sarà presieduto quest’anno da Emmanuel Macron, presente per il terzo anno di fila. Terza volta anche per Donald Trump e seconda per Giuseppe Conte, mentre i veterani Shinzo Abe e Angela Merkel saranno presenti per la settima e tredicesima volta. Per il quinto anno di fila il meeting economico non sarà affiancato a quello politico del G8, comprendente anche la Russia. Mosca, infatti, sospesa nel 2014 per il coinvolgimento nella crisi ucraina, ha poi formalmente abbandonato il gruppo nel 2017. Il prossimo anno, a ridosso delle elezioni, il vertice si terrà negli Stati Uniti e nel 2021 nel Regno Unito, il cui futuro all’interno o meno dell’Unione europea appare sempre più indecifrabile.

 

A tre anni dal referendum su Brexit e dopo mesi di infruttuose trattative – che hanno portato alle dimissioni di Theresa May – il leader del partito laburista britannico Jeremy Corbyn ha ufficialmente rotto gli indugi e chiesto ufficialmente una seconda consultazione. Corbyn ha anche annunciato che, nel caso in cui il referendum dovesse tenersi, il suo partito farebbe campagna per rimanere nell’Unione europea. Una mossa quasi a sorpresa, dato che negli ultimi mesi il principale partito d’opposizione non aveva mai preso posizione netta, limitandosi a non appoggiare le proposte di accordo di Theresa May e rigettando il No Deal. La questione è ancora lunga e per una sua risoluzione potrebbero volerci ancora mesi, forse anni. Quel che è certo, però, è che il dibattito pubblico britannico dei prossimi mesi sarà totalmente incentrato sulla richiesta dei laburisti. Una situazione complicatissima da gestire per il successore di Theresa May.

 

In ogni caso, i colloqui tra Unione europea e Regno Unito proseguiranno, con interpreti diversi. Il 31 ottobre, infatti, scadrà il mandato delle istituzioni elette nel 2014 e Commissione europea, Consiglio europeo e Bce inizieranno il nuovo percorso. Il primo novembre, quindi, entreranno in carica Ursula von der Leyen (Commissione), Charles Michelle (Consiglio europeo), Josep Borrell Fontelles (Alto rappresentante per gli Affari esteri) e Christine Lagarde (Bce). Già in funzione invece il nuovo Parlamento (che dovrà ratificare la nomina di von der Leyen), presieduto per la seconda volta di fila da un ex giornalista italiano, David Sassoli del Pd (che ha preso il posto di Antonio Tajani, Forza Italia).

 

Infine il 27 ottobre, in Argentina, si terranno le elezioni presidenziali. La sfida è a due tra Mauricio Macrì, uscente, e l’ex presidente Cristina Fernandez Kirchner. Kirchner ha governato il Paese dal 2007 al 2015 (prendendo il posto del marito Nestor Kirchner) lasciandolo in condizioni economiche complicatissime – con i conti truccati – e con 11 processi a carico. Per l’immunità parlamentare che, da senatrice, le spetta, l’ex presidente ha anche evitato 5 mandati d’arresto preventivo. L’accusa è pesante: arricchimento illecito per quasi 30 miliardi di dollari tra riciclaggio, dichiarazioni al fisco truccate e l’illegittimo finanziamento della campagna elettorale da parte dell’allora presidente del Venezuela, Hugo Chavez. Nonostante tutto, la sua popolarità è forte e, stando agli ultimi sondaggi, sarebbe addirittura in vantaggio di un paio di punti su Macrì, anche se la maggior parte degli elettori sembra indeciso.

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