Auguri Woodstock, 50 anni fa il concerto che segnò un’epoca

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Nel 1969, dal 15 al 18 agosto, circa un milione di giovani si radunarono sulle colline di Bethel. Seguirono tre giorni di esibizioni, per un evento destinato a rimanere impresso nella storia


“Tre giorni di pace e musica Rock”, lo slogan di Woodstock rimane attuale anche se sono passati cinquant’anni. Era il 1969 e la cultura hippie celebrava il suo momento più alto di fronte a un milione di spettatori. Da lì in poi il movimento avrebbe continuato ad espandersi, soprattutto in America, ma in modo differente senza più toccare le vette di quell’epoca.

Tre giorni, dal 15 al 18 agosto, nella contea di Ulster, Stato di New York, scanditi da concerti a ripetizione e dalle esibizioni dei gruppi più in voga del periodo. Nessuno si aspettava un successo di proporzioni simili. L’idea originale, di un festival provinciale con ingresso a pagamento, tramontò però quasi subito e i 186mila biglietti venduti in prevendita furono il segnale che il prodotto andasse modificato. Si passò all’entrata libera e fu il passo decisivo verso l’immortalità.

La diatriba tra il miracolo artistico, difeso ostinatamente dai promotori, e l’affare del secolo progettato a tavolino, comunque, tenne banco a lungo nelle cronache locali. Ad avvalorare la tesi della commercializzazione premeditata, l’uscita di un docu-film subito dopo la fine dell’evento e di un doppio disco con i brani cantanti durante quelle intense giornate.

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Note, libertà e trasgressione pura: le colline di Bethel sdoganarono definitivamente l’uso delle droghe, interpretato come occasione di ribellione, valvola di sfogo per una generazione reduce dai moti del ’68 e stanca di logiche classiste e mentalità retrograde.

Lsd e Cannabis, su tutte, anche se fu certificato che le sostanze stupefacenti scorressero a fiumi e di qualunque tipo. I problemi iniziali, tuttavia, coincisero con la scelta del luogo, il Mills Industrial Park -affittato al costò di 10mila dollari- dovette presto essere sostituito per l’opposizione di comunità e autorità locali. Si virò su Benthel, ma anche quell’area venne giudicata piccola e, per conformarla alle necessità del concerto, si pagò un canone ai proprietari delle tenute vicine affinché affittassero le loro proprietà.

20000906-VENEZIA-SPE; CINEMA: 57/A MOSTRA VENEZIA.    Una scena da  " My generation - Woodstock 1969-1994-1999 " , il film di Barbara Kopple sui tre leggendari concerti che viene presentato  il 7 settembre fuori concorso alla 57/a Mostra di Venezia nella sezione  " Cinema del Presente " .     MIKADO / ANSA / PAL

Sul palco si alternarono artisti destinati a segnare un solco profondo nella storia della musica: Carlos Santana, The Who, Joe Cocker. Tra volti affermati e talenti ancora in erba, spicca il video di un giovane Jimi Hendrix e di un assolo con la chitarra dell’inno americano, emblema della protesta contro l’immagine distorta della nazione a stelle e strisce che veniva diffusa in giro per il mondo. In mezzo a un universo in subbuglio ci fu anche chi rifiutò di esibirsi, Rolling Stones e Doors su tutti.

Negli album dei ricordi compaiono facce felici, ma anche piene di fango, risultato di pioggia battente e condizioni igieniche precarie. I trattori deputati a “pulire” il terreno finirono per travolgere e uccidere il giovane Raymond Mizak, che dormiva ignaro nel suo sacco a pelo. Un marine di appena, 18 anni morì, invece, di overdose. Controsensi di Woodstock, manifestazione che 50 anni di distanza continua ad alimentare sogni e perplessità.

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