Soldi russi alla Lega. Intervista a Giovanni Tizian

Gianluca Savoini( primo a sinistra) ,
il ministro dell'Interno Matteo Salvini (al centro a sinistra) durante l'incontro con il ministro dell'Interno russo Vladimir Kolokoltsev e alcuni membri del Consiglio di sicurezza russo a Mosca, in una immagine tratta dal suo profilo Twitter, 16 luglio 2018.
TWITTER MATTEO SALVINI
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Il sito americano Buzzfeed pubblica un audio dell’incontro tra Gianluca Savoini e tre intermediari russi, che attesta l’esistenza di una trattativa per un finanziamento alla Lega. Questo è un ulteriore tassello della ricostruzione avviata dal libro “Il libro nero della Lega” di Giovanni Tizian e Stefano Vergine. Abbiamo intervistato uno degli autori


Una trattativa per finanziamenti russi alla Lega, con la regia del presidente dell’associazione Lombardia-Russia ed ex portavoce di Matteo Salvini, Gianluca Savoini. Il sito di informazione americano Buzzfeed ha pubblicato un estratto audio di un incontro avvenuto nell’ottobre del 2018 all’hotel Metropole di Mosca. Il giorno dopo la pubblicazione, quando la notizia aveva già fatto il giro del mondo provocando non pochi imbarazzi al vicepremier leghista Matteo Salvini, si è appreso che la registrazione era già agli atti di un’inchiesta per corruzione internazionale aperta dalla Procura di Milano già da qualche mese, dopo la pubblicazione dei primi elementi dell’inchiesta dei giornalisti dell’Espresso Giovanni Tizian e Stefano Vergine. 

Una trattativa tra emissari di Matteo Salvini e alcuni russi per negoziare un finanziamento milionario di Mosca alla Lega. E' quanto emerge da un audio diffuso in esclusiva dal BuzzFeed. Il sito di informazione spiega che il 18 ottobre scorso Gianluca Savoini, dell'entourage del leader leghista, si è incontrato con altre 5 cinque persone, due italiane e tre russe, allo storico Hotel Metropol di Mosca, 10 luglio 2019

La registrazione, un audio di circa tre  minuti, ma soprattutto la trascrizione dell’intera conversazione durata un’ora e un quarto circa fornita dal sito americano completa il quadro di questo incontro, che ha visto partecipare Gianluca Savoini e altri due italiani e tre funzionari russi. L’obiettivo esplicito è aprire un canale di finanziamento per la Lega, sfruttando un meccanismo di scatole cinesi in una compravendita di gasolio. Tra il tintinnio di tazzine da caffè e le voci di un hotel si sente la voce di Savoini discutere in un inglese traballante dei dettagli del meccanismo, specificando l’obiettivo politico dell’iniziativa: «Vogliamo cambiare l’Europa. Una nuova Europa deve essere vicina alla Russia come prima perché vogliamo avere la nostra sovranità». Dalla trascrizione emerge anche che gli intermediari italiani guidati Savoini avrebbero scartato l’ipotesi di ricavare «commissioni» dalla transazione, aspetto che sembrava interessare alle controparti russe.

L’esistenza di una trattativa per finanziare la Lega con soldi russi erano già stati dimostrati da due giornalisti italiani, Giovanni Tizian e Stefano Vergine, in un’inchiesta anticipata dall’Espresso e pubblicata in volume per Laterza con il titolo “Il libro nero della Lega”. Nell’anticipazione sull’Espresso, in particolare, i due avevano già pubblicato alcune foto che provava l’incontro del Metropole.

«Questo audio conferma, se ce ne fosse bisogno, quanto avevamo scritto e documentato. Gianluca Savoini era all’hotel Metropole di Mosca quel giorno, lui stesso lo ha ammesso, e stava discutendo di una compravendita di gasolio con l’obiettivo di finanziare il partito». 

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L’incontro, continua Tizian, era l’atto finale di una strategia di lungo periodo di Savoini, uomo ben introdotto a Mosca: «L’iniziativa di Savoini era partita molto prima del 18 ottobre, già nell’estate del 2018. L’incontro del Metropole è il culmine di questa lunga trattativa, che era iniziata con un altro interlocutore: l’oligarca Konstantin Malofeev, uno dei maggiori finanziatori del Congresso mondiale delle famiglie e vicino al Cremlino. In seguito Savoini ha cambiato canale e prende la strada dell’incotnro con questi tre manager russi, tra cui abbiamo potuto accertare ci fosse anche Ilya Yaqui, legato all’avvocato moscovita Vladimir Pligin, a sua volta amico del Cremlino».

Una domanda resta da farsi è com’è sia stato possibile che qualcuno abbia registrato questo delicato incontro. «Non avendo pubblicato noi l’audio non siamo in grado di dare una risposta a questo interrogativo. L’unica cosa che viene in mente è che nell’ambiente degli affari gli operatori tendono a essere molto accorti, e attenti alle cose che si dicono».

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