Fiat compie 120 anni, tanti ricordi e qualche incertezza per il futuro

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L'undici luglio del 1899 veniva fondata la Fabbrica Italiana Automobili Torino. Ripercorriamo brevemente la storia del marchio attraverso i suoi modelli più importanti


Mamma Fiat soffia sulla bellezza di 120 candeline. Era l’undici luglio del 1899 quando a Torino un gruppo composto da una decina di aristocratici e imprenditori, tra cui c’era una tale Giovanni Agnelli, firmava l’atto costitutivo della “Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino“. Dopo oltre un secolo la Fiat è diventata una colonna portante dell’industria italiana e le sue auto hanno condotto il paese verso profonde trasformazioni socio-economiche. Quello di oggi, tuttavia, è un compleanno amaro per la Fiat, schiacciata tra un presente insoddisfacente e un futuro pieno di incertezze. Fiat dispone attualmente di una gamma ridotta all’osso e monopolizzata dalle due ‘piccole ammiraglie’ di casa: Panda e 500. Modelli ormai anziani che continuano ad avere buone prestazioni di vendita solamente in Italia, mentre nel resto d’Europa Fiat continua a perdere quote di mercato. Il marchio di Torino sta scivolando verso un ruolo sempre più marginale all’interno del gruppo Fca, trainato dai brand americani Jeep e Dodge. E se il presente non è sereno, il futuro è a dir poco nebbioso, a causa delle difficoltà a trovare un partner con cui affrontare i necessari investimenti nell’elettrico e nella guida autonoma, ambiti in cui Fca è fortemente in ritardo. Recentemente l’ipotesi di fusione con Renault, poi naufragata, ha messo in evidenza tutte le preoccupazioni dei vertici di Fca riguardo le possibilità che il gruppo riesca a sostenere le sfide future senza un’alleanza. Nel piano industriale 2018/2022 Fca ha dato il via all’elettrificazione della sua gamma, di cui il marchio Fiat sarà uno dei pilastri. Nel breve-medio periodo le speranze di risollevare le sorti non rosee del costruttore sono affidate a modelli come la 500 elettrica, la panda mild-hybrid e alle versioni ibride plug-in della Jeep Compass e Renegade, oltre che al Suv medio di Alfa Romeo, il Tonale. Un’infornata di modelli che vedremo nel giro dei prossimi tre anni e che dovrebbero dare una boccata d’ossigeno a Fiat. Difficile dire se basterà ad invertire la tendenza di Fca ad essere considerato come un attore secondario nel mondo dell’automotive, così come è difficile prevedere cosa succederà dopo l’offensiva green del gruppo. Concentriamoci, quindi, su quello che è stato il passato glorioso del marchio di Torino, andando a ripercorrere la storia di Fiat attraverso i suoi modelli più importanti.

Fiat 4 hp

Fu il primo modello di autovettura costruito dal 1899 al 1900 dalla neonata casa torinese FIAT. Il motore era un piccolo bicilindrico che forniva una potenza di 4 cavalli e mezzo, per una velocità massima 35 km/h. L’abitacolo era di tipo vis-a-vis, ovvero erano presenti due file di sedili poste una di fronte all’altra, come nelle carrozze. In totale furono prodotti 26 esemplari della vettura, di cui uno custodito nel Centro Storico Fiat e uno nel Museo dell’Auto di Torino.

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Fiat 500 ‘Topolino’

Nel 1930 Benito Mussolini aveva convocato il senatore Giovanni Agnelli per informarlo della “inderogabile necessità” di motorizzare gli italiani con una vettura economica, che non superasse il costo di 5 000 lire. La risposta della Fiat fu la 500, progettata da Dante Giacosa. La vettura venne presentata al Duce il 10 giugno 1936, durante una cerimonia a Villa Torlonia e ben presto venne soprannominata ‘Topolino’, con riferimento all’omonimo personaggio della Walt Disney, per via delle forme arrotondate. Tuttavia, a causa del costo non particolarmente basso (8.900 lire) non riuscì nell’intento di diventare l’auto delle classi popolari.

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Fiat 600

Nel secondo dopoguerra la FIAT era governata da Vittorio Valletta, cui era affidato il compito di motorizzare la nuova Italia repubblicana. Per farlo era necessario dare un’erede alla ‘Topolino’, un’auto ormai superata. La Fiat 600, presentata nel 1955, erogava una potenza di 21 CV, in grado di spingere l’automobile fino a 95 km/h, e aveva un prezzo di listino di 590.000 Lire. Nonostante il prezzo non dei più bassi, la 600 riuscì ad avviare la motorizzazione di massa in Italia, grazie soprattutto al boom economico, che permise agli italiani di accedere a beni di consumo fino ad allora inarrivabili. La vettura ebbe uno strabiliante successo di vendita, divenendo l’auto della classe impiegatizia, dei dipendenti pubblici e della piccola borghesia.

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Fiat Nuova 500

Nonostante il boom della 600, grandi strati della popolazione italiana non avevano la disponibilità economica per acquistare un’automobile, e continuavano a spostarsi con le motociclette. Dante Giacosa ricevette quindi l’incarico da Vittorio Valletta di progettare un’auto ancora più economica della 600, i cui costi di acquisto, uso e manutenzione, potessero essere compatibili con il modesto bilancio delle famiglie operaie. Il risultato fu la 500, mossa da un piccolo bicilindrico raffreddato ad aria di 479 cm³ di cilindrata, erogante 13 cv. Il nome di Nuova 500 fu scelto per sottolineare la comunanza ideale con la 500 “Topolino”, quale automobile di minor costo della gamma Fiat. Il prezzo era di 490.000 lire, pari a circa 13 stipendi di un operaio. Tra il 1957 e il 1975 furono prodotti 5.231.518 esemplari della 500, che divenne l’auto italiana più famosa al mondo e un vero e proprio simbolo del paese.

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Fiat 127

Venne messa in vendita nel 1971 come erede dell’ormai superata Fiat 850. La 127 rappresenta una rivoluzione tecnica e concettuale rispetto ai precedenti modelli Fiat: il motore è anteriore trasversale così come la trazione (fino ad allora le auto di casa Fiat adottavano lo schema classico motore posteriore e trazione posteriore), il pianale è completamente nuovo, le sospensioni seguono lo schema a 4 ruote indipendenti con sospensione anteriore McPherson e posteriori a balestra trasversale. Possiamo dire, quindi, che la 127 rappresentò il passaggio di Fiat al paradigma dell’auto moderna. Prodotta dal 1971 al 1987, ne furono vendute 5.124.289, raggiungendo quasi il record della 500.

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Fiat Panda

Sulla fine degli anni ’70 la Fiat era presente nel settore delle utilitarie solo con la piccola 126, erede della 500. Nacque presto l’esigenza di creare una vettura che si contrapponesse alle francesi Renault 4 e Citroën Dyane che, a un prezzo di poco superiore alla 126, offrivano abbondante spazio per 4 persone. La risposta di Fiat fu la Panda, che si posizionò in un segmento commerciale intermedio tra la 126 e la 127. Il design esterno, che rappresentava una grande rottura rispetto al passato, era opera dalla Italdesign di Giorgetto Giugiaro. Il 29 febbraio del 1980 la vettura venne presentata in anteprima al Presidente Sandro Pertini nei giardini del Quirinale e il 5 marzo venne esposta al Salone dell’automobile di Ginevra. Ottenne sin da subito un enorme successo e nei primi mesi ricevette oltre 70 mila ordinativi. Nel 2003 venne lanciata la seconda serie della Panda, a quattro porte, sostituita nel 2012 dal modello attualmente in vendita.

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Fiat Croma

Non solo utilitarie. La storia della Fiat è fatta anche da berline di alta gamma, di cui la Croma rappresenta l’ultimo esempio, nonché uno dei più apprezzati. Prodotta tra il 1985 e il 1996, l’ammiraglia Fiat deriva dal progetto noto come “Tipo Quattro”, da cui sono nate anche Lancia Thema, Saab 9000 e Alfa Romeo 164. Disegnata da Giorgetto Giugaro, divenne il volto motoristico delle istituzioni italiane. Le Fiat Croma furono largamente acquistate da ministeri e amministrazioni pubbliche italiane. Le più tristemente note sono le due Croma che componevano il corteo di scorta del giudice Giovanni Falcone, saltate in aria nella strage di Capaci il 23 maggio 1992.

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Fiat Punto

Più che una singola auto, una famiglia di autovetture che hanno sviluppato al massimo delle sue potenzialità il concetto di utilitaria. La Punto è stata declinata negli anni in tre serie: la prima, nata nel 1993 e disegnata da Giorgetto Giugiaro; la seconda nata nel 1999 e disegnata all’interno del centro stile Fiat; e la terza, nata nel 2005 e opera nuovamente della matita di Giugiaro. Quest’ultima generazione è stata a sua volta declinata in tre modelli; il modello di esordio chiamato Grande Punto, che ha di fatto segnato l’inizio della terza generazione, affiancato nel 2009 dal modello Punto Evo, una sorta di evoluzione del primo, ed entrambi sostituiti da un terzo aggiornamento: la Punto 2012, la cui produzione è terminata senza eredi nell’agosto 2018, lasciando la Fiat priva di un modello nel segmento B. Dal 1993 l’intera famiglia della Punto ha venduto oltre 9 milioni di esemplari, rappresentando per milioni di italiani l’unica auto, valida tanto per i viaggi quanto in città.

 

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Fiat 500

Presentata il 4 luglio 2007, la nuova 500 ripropone molte soluzioni stilistiche dell’omonima antenata che esordì cinquant’anni prima. Contrariamente al modello storico, la nuova 500 si posiziona sul mercato non come utilitaria economica e spartana, ma come una piccola auto alla moda adatta anche alla clientela più attenta allo stile, grazie alle quasi 500 mila possibili combinazioni in termini di personalizzazione. L’auto ottenne un successo clamoroso sin dall’esordio, che contribuì a consolidare la posizione economica di Fca in un periodo particolarmente critico della sua storia. La 500 venne venduta in oltre 80 paesi al mondo e raggiunse il traguardo del milione di esemplari venduti dopo soli cinque anni. La vettura ha ricevuto un leggero restyling negli interni e negli esterni all’inizio del 2014, ed è stata declinata anche in versione sportiva con il marchio Abarth.

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Fiat Centoventi

Per celebrare i 120 anni dalla fondazione, il gruppo Fca ha presentato all’ultimo Salone di Ginevra la Concept totalmente elettrica Centoventi, un’anticipazione di come potrebbe essere la prossima utilitaria di casa Fiat. L’idea dietro la Centoventi è quella di democratizzare l’auto elettrica, rendendola accessibile a tutti. Per farlo adotta una piattaforma modulare che può essere allestita con varie combinazioni di pacchi batteria, in modo da farne variare l’autonomia (e il prezzo) in base alle necessità.

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