Thomas Fabbiano, il ‘gigante’ a caccia di imprese

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Era dal 1949 che l'Italia non aveva tre tennisti al terzo turno di Wimbledon. Fabbiano punta gli ottavi per la prima volta, tra lui e il suo sogno c'è Verdasco


Per due volte il gigante è stato lui, Thomas Fabbiano da San Giorgio Jonico. Uno che ha stregato il ‘green’ di Wimbledon per la seconda volta e che adesso si gode di nuovo i riflettori, dopo aver battuto Tsitsipas e Karlovic nei primi match. Nel 2009 era tra gli azzurri più promettenti, speranza del circuito insieme a Trevisan e Lopez, oggi insegue il suo miglior risultato in uno Slam.

Giocherà contro Verdasco, 36 anni, 29esimo al mondo, un metro e 88 di classe, ormai l’altezza non gli fa paura. Thomas è alto 1.73, ha sconfitto due tennisti di 30 centimetri più alti, 1.93 e 2.11 (Karlovic è il più alto del circuito insieme a Reilly Opelka), il tutto dopo una carriera di riscatti continui e sogni infranti all’ultimo tie break.

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«Avrebbe potuto fare un altro percorso». In Puglia c’è ancora qualcuno che ne parla, magari a bassa voce mentre guarda il suo best ranking (70esimo nel 2017, oggi è 89esimo). In carriera ha giocato tre volte il terzo turno negli Slam (US Open, Australian Open e due volte a Wimbledon), ha vinto 6 Challenger e 12 Futures, nessun torneo Atp.

A vent’anni era una promessa: «Ho vissuto su un piedistallo, com’è normale che fosse. Avevo dato diverse soddisfazioni negli Slam juniores e vivevo così. La regola è che da lì in poi non ti aiutano più e devi cavartela da solo».

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Ottimo dritto, rovescio a due mani, qualche guizzo dal servizio, il punto debole. A 19 anni si qualifica agli Internazionali di Roma (out contro Mahut al primo turno), nel 2013 esce subito agli US Open contro Raonic. Oggi, a 30, è l’unico rimasto di quei tre talenti del 2008.

Thomas è il manifesto di un’Italia del tennis che sogna in grande, dal trionfo di Fognini a Montecarlo – primo Master 1000 in carriera – al successo ad Antalya di Lorenzo Sonego, fino a ‘Mat’ Berrettini, il ragazzo che girava in camper con i genitori ai primi tornei. Il romano, 22 anni, ha battuto Marcos Baghdatis all’ultimo torneo in carriera e sfiderà Diego Schwartzman.

Era dal 1949 che l’Italia non aveva tre tennisti al terzo turno. All’epoca ce n’erano 4: Marcello Del Bello, suo fratello Rolando, Vanni Canepele e Gianni Cubelli. Quest’anno i nostri azzurri cercano la prima presenza agli ottavi di Wimbledon. In classifica mondiale, Fabio Fognini dovrebbe restare nei top 10 anche a fine torneo, mentre Berrettini blinderebbe i primi 20 del mondo. Fabbiano, invece, entrerebbe virtualmente tra i primi 70, ma prima c’è un altro gigante da battere.

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