L’Italia si salva dalla procedura d’infrazione

++ Conte

La Commissione Europea ha valutato positivamente i dati presentati dal governo italiano e ha concluso che non è necessaria l'applicazione dell'infrazione


Rischio scampato per l’Italia: la Commissione Europea ha deciso di non attuare la procedura d’infrazione.

La salvezza sarebbe arrivata grazie alla correzione di bilancio varata dal governo e Moscovici ha dichiarato che le misure dell’Italia sono state sufficienti

Secondo il presidente del consiglio Giuseppe Conte bisognava far capire che maggiori entrate e risparmi di spesa prefiguravano dati contabili diversi da quelli elaborati dall’UE e alla fine si è riusciti a prevalere.

Per il premier «numeri alla mano, non c’erano i presupposti per aprire la procedura. È vero, è stato difficile. Ma abbiamo certificato ottimi risultati su entrate fiscali, lotta all’ evasione e risparmi di spesa». Il presidente del Consiglio respinge l’idea che l’Italia esca ridimensionata dalle nomine europee: «Bisogna essere realisti. Non siamo partiti avvantaggiati, perché non avevamo la sponda delle tradizionali famiglie politiche-  commenta – Mi sento di dire che l’Italia ha giocato al meglio le carte a disposizione». Secondo il premier inoltre, Christine Lagarde, la nuova presidente della Bce, «ha espresso una visione di politica monetaria assimilabile a quella di Mario Draghi. In più, con la presidenza francese possiamo aspirare a entrare nel board della Bce». In merito alla Legge di Bilancio Conte spiega che a Palazzo Chigi partirà nei prossimi giorni un tavolo di lavoro dedicato alla riforma fiscale che costituirà una delle priorità della prossima manovra. Ragionare ora sui dettagli e sui numeri complessivi è assolutamente prematuro

 

Nel testo c’è l’impegno a rispettare anche nel 2020 i vincoli del Patto e quindi a garantire un ulteriore e adeguato miglioramento strutturale. Inoltre il governo ha menzionato la scelta del Parlamento di non far scattare i previsti aumenti Iva, prevedendo coperture alternative da reperire attraverso la revisione della spesa e la razionalizzazione delle agevolazioni fiscali. Viene poi specificato che i risparmi su Quota 100 e reddito di cittadinanza dovrebbero proseguire anche il prossimo anno; infine il nostro Paese promette di andare avanti nel programma di riforme, adeguandosi alle raccomandazioni europee, in particolare nei settori della pubblica amministrazione e della giustizia. A fronte di queste garanzie, la commissione ritiene che non ci siano più elementi per proporre al Consiglio l’avvio della procedura, ma continuerà a tenere sotto sorveglianza le mosse dell’Italia per verificare che gli impegni siano effettivamente rispettati. E quindi in particolare in autunno sarà passata sotto la lente la legge di Bilancio per il prossimo anno. Le reazioni espresse ieri dai commissari danno conto di questo duplice atteggiamento verso il nostro Paese. Da una parte Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici, ha sostenuto che sono state soddisfatte tutte le richieste europee, incluse quelle relative al 2020. Dall’altra il vicepresidente Dombrovskis ha messo l’accento sulla necessità di controllare quanto promesso dal governo italiano. Governo che dopo l’estate dovrà fare i conti con le aspirazioni politiche della maggioranza, a partire dalla riduzione delle tasse. Ieri sia il presidente del Consiglio Conte sia il ministro Tria hanno ribadito che la flat tax resta nel programma dell’esecutivo. Questo punto però non è stato affatto menzionato nel testo in inglese spedito a Bruxelles. Sarà necessario trovare un compromesso che potrebbe passare per un’attuazione graduale del calo delle imposte. Per ora sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio si sono limitati a rallegrarsi pubblicamente dello scampato pericolo sulla procedura per debito.

 

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