Caso Sea-Watch, le Ong disertano le audizioni alla Camera

Un'immagine postata sul profilo twitter della Sea Watch, 27 giugno 2019. ANSA/TWITTER/SEA WATCH ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++ ++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO? ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L?AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA++

Nel frattempo imperversa la guerra in Libia, nella notte è stato bombardato un centro per migranti


Continuano i contrasti in tema di immigrazione. Questa mattina le Ong hanno disertato le audizioni davanti alle commissioni Affari costituzionali e giustizia della Camera per la conversione in legge del decreto sicurezza bis. I rappresentanti di Msf, Open Arms e Mediterranea non si sono presentati in segno di solidarietà alla Sea Watch il cui invito era stato revocato ieri  dopo le proteste del sottosegretario leghista all’Interno Nicola Molteni che aveva fatto sapere di essere indignato per la convocazione di “fuorilegge criminali”.

In una nota congiunta si legge che «L’attacco alla Sea Watch, la criminalizzazione della solidarietà, è un attacco a tutte le organizzazioni che si occupano di tutela e promozione dei diritti ed è per questo inaccettabile. Questa maggioranza sta usando metodi da Democratura come farebbe Putin, Erdogan o Al Sisi. Per noi è inaccettabile l’esclusione di Sea Watch e per questo abbiamo deciso di non andare e di parlare in una audizione pubblica organizzata da noi oggi invitando giornalisti e parlamentari».

Nel frattempo la Libia, quella che dal ministro dell’Interno Matteo Salvini è stata considerata come un porto sicuro, sta diventando sempre di più un Paese instabile e pericoloso. Questa notte un aereo dell’aviazione del generale Khalifa Haftar ha bombardato un centro di migranti nell’area di Tajoura, uccidendo 44  persone e ferendone almeno 120. L’attacco è stato deciso da Haftar dopo la perdita della cittadina di Gharian, che era diventata la base operativa della milizia del generale.

«Nell’hangar c’erano almeno 120 migranti», ha fatto sapere un portavoce dei servizi di soccorso del governo di Tripoli Osama Alì. In una nota del ministero dell’Interno del Paese africano si apprende che «la Libia chiederà alla comunità internazionale e all’Unione africana di avviare un’inchiesta a proposito di questi crimini perpetrati dalle milizie di Haftar.

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha dichiarato che «in Libia occorre occorre garantire immediatamente misure di seria protezione per i civili e, in particolare, trasferire i migranti che si trovano nelle strutture di raccolta in luoghi al sicuro dai combattimenti e sotto la tutela delle Nazioni unite». Ha poi aggiunto che «la netta condanna dei bombardamenti indiscriminati di aree civili, si accompagna all’appello a fermare un aggravarsi dell’ostilità che mette continuamente in gravissimo pericolo vite umane e distrugge infrastrutture essenziali per la popolazione».

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