Aristocratica, rigorista, germanocentrica: L’Unione europea non cambia

epa07691185 German Defense Minister Ursula von der Leyen at the beginning of a cabinet meeting at the Chancellery in Berlin, Germany, 03 July 2019. The previopus day, von der Leyen was surprisingly named as a candidate for the European Commission president.  EPA/CLEMENS BILAN

Una ex ministra tedesca sessantenne sarà alla guida della nuova Commissione europea. L'Italia ottiene la presidenza del Parlamento: tocca a David Sassoli


Ursula von der Leyen sarà il prossimo presidente della Commissione europea. Tedesca, ministro di tutti i governi Merkel dal 2005, al dicastero della famiglia e poi a quello del lavoro e infine a quello della difesa. La trattativa in seno alle istituzioni europee si è protratta a lungo, ma alla fine l’asse Parigi-Berlino ha deciso. Emmanuel Macron esce infatti accontentato: Christine Lagarde passa dal Fondo monetario internazionale alla presidenza della Banca centrale europea. A questo punto la carica di presidente del parlamento è toccata a un italiano: da Antonio Tajani il testimone passa a David Sassoli (Partito democratico). L’Alto rappresentante per le politiche europee dovrebbe essere Josep Borrell, catalano, attuale ministro degli esteri socialista del governo spagnolo e politico reduce da una lunga frequentazione dei palazzi delle istituzioni europee. Dovrebbe succedere a Federica Mogherini.

EPA/CLEMENS BILAN
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La prossimo presidente della Commissione è una nobile. Discende da Johann Ludwig Knoop, magnate anseatico e Barone dello Zar Alessandro II. Il marito di von der Leyen viene da una famiglia aristocratica diventata ricchissima grazie al commercio di seta. Il padre è stato diplomatico e politico di altissimo livello, sempre impegnato nelle istituzioni europee, e poi capitano d’industria. Anche per questo Ursula è nata a Bruxelles: una predestinata. Laureata in medicina, politica di lungo corso, madre di sette figli, è cresciuta politicamente all’ombra di Merkel. Spesso designata come sua erede in passato, non è mai stata davvero in predicato di diventarlo. Fedelissima della linea del rigore, ha sempre avuto posizioni moderatamente progressiste all’interno del centro-destra tedesco per quanto riguarda le politiche familiari. Ha promosso le quote rosa nei cda, e i congedi di paternità. Da ministro della Difesa è stata iper-criticata per l’inefficienza dell’esercito.

Contentezza è trapelata da Parigi e da Bruxelles. Il gruppo di Visegrad non nasconde la soddisfazione per aver affossato la candidatura del socialista Timmermans. Il premier italiano Giuseppe Conte ha annunciato la presenza di un italiano in Commissione. «Ma non è il mio Dream Team», ha detto.

L’Europa che nasce dalle elezioni del maggio 2019 sarà guidata da due donne. Questa è la novità. Per tutto il resto, nessuno si aspetta da Lagarde e von der Leyen cambiamenti radicali nella politica di austerità economica che ha impoverito tanti cittadini europei negli ultimi anni.

 

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