“Mordillismo” o come schernire il mondo senza parlare

Guillermo Mordillo

Guillermo Mordillo Mendèz, fumettista argentino, nella sua lunga carriera con la morbidezza del suo tratto ha insegnato che ridere della realtà è possibile se non necessario


In una realtà bombardata da immagini, le parole tendono a divenire superflue, quasi antiche per certi versi. Lo notiamo sempre più tramite i social, dove una foto riesce ad esprimersi in maniera sempre più efficace, ma c’è chi già negli anni 70 aveva accantonato la scrittura e abbracciato il “muto”. Si tratta di Guillermo Mordillo Menèndez, celebre fumettista, scomparso il 30 giugno per un attacco di cuore nella sua casa a Maiorca.

86 anni senza mai perdere il legame con il suo lato “fanciullesco”, quello che riesce a stupirsi sempre, che vede il mondo partendo dalle sue assurde contrarietà, trovandone una via per riderne. Un sorriso che fa riflettere, era questo il segreto di Mordillo, che con i suoi personaggi ha conquistato il mondo. Puzzle, diari e poster e non solo. Chiunque, almeno una volta, ha visto le sue opere dai colori accessi, il tratto inconfondibile caratterizzato dalla morbidezza delle curve e i suoi personaggi che si lasciano ammirare e si fanno ascoltare tanto dai più piccoli quanto dagli adulti.

 

Guillermo Mordillo

Di tempo ne è passato dal suo primo disegno, realizzato a dodici anni a Buenos Aires, la capitale argentina, ma la genuinità del suo animo, nascosta dietro gli occhialetti tondi, non si è mai consumata. Nato da immigrati spagnoli, il suo talento era già cristallino, tanto che già diciottenne iniziò a realizzare i primi fumetti per bambini. Le giraffe, i bruchi e quegli umani tutto naso e occhi tondi non c’erano ancora, a differenza della voglia di ridere.

 

 

Fumettista, ma non solo. Trasferitosi a 23 anni in Perù si guadagna da vivere realizzando cartoline e biglietti d’auguri, ma è nel 1960, dopo essersi trasferito a New York, che inizia la sua ascesa. Nella Grande Mela lavorerà per la casa cinematografica della Paramount. Qui, all’ombra dell’iconico monte circondato da 24 stelle luccicanti, Mordillo si reinventerà disegnatore di cartoni animati mettendo la sua matita al servizio di Little Lulu e Popeye, meglio conosciuto come Braccio di Ferro.

 

Guillermo Mordillo

Eppure la sua anima è quella del giramondo che non si vuole fermare. Alla costante ricerca di nuovi stimoli per sfruttare al meglio l’umorismo, da lui stesso definito come: «la medicina contro l’angoscia esistenziale di ogni uomo nonché la difesa contro il senso di vuoto dell’attualità». Nel suo peregrinare, essenziale è stata la permanenza a Parigi. Lavorando per la rivista Paris Match, Mordillo diventa uno degli autori più stampati al mondo e la sua firma, con il puntino della i che ruota su sé stessa, diventa internazionale.

Appassionato di sport, soprattutto di calcio, questo diventa uno dei protagonisti delle opere dall’autore argentino. Ecco, ad esempio, il tipico faccia a faccia tra l’attaccante e il portiere, in cui regna l’incertezza ed un gioco di prospettive. Il primo vede l’estremo difensore troppo grande per poter segnare, mentre il secondo si sente troppo piccolo per fermare il bomber che si appresta a calciare.

Guillermo MordilloUna delle sue opere più significative, sempre legata allo sport, è la confusa partita a pallone. È Mordillo allo stato puro, senza freni davanti ad una tavola bianca. Sapiente, nell’organizzare ciò che a prima vista parrebbe caos, e ironico, nell’immaginare le situazioni più strampalate che possano avvenire in un campo di calcio a undici, sotto gli occhi di un numero infinito di spettatori. C’è chi prende sul serio la partita e continua a tirare bordate in porta, chi, invece, si ferma e celebra una vittoria non ancora arrivata, chi gioca a golf (altro aspetto a molto caro all’artista) e, addirittura, una donna senza veli che fa un’invasione di campo.

Dalla leggerezza e la spensieratezza del calcio, Mordillo non ha mai disdegnato anche temi più impegnati. Partendo dai sentimenti, come la malinconia e l’amore, fino anche al delicato legame con autorità. Iconico il suo fumetto in cui un’anticonformista, che ha deciso di vivere a colori in un mondo grigio, viene redarguito e incarcerato dalla polizia. Sensibile alla natura, “Guillermino” non ha mai perso occasione per affrontare anche questo argomento cercando di denunciare un’eccessiva industrializzazione e accanimento verso il verde che lentamente sta scomparendo.

“Mordillismo” o “Mordillissimo”, come la serie a cartoni animati di Guillermo, potrebbe indicare tutto il mondo creato da quest’autore intramontabile. Un misto di tenerezza e paura che, con i suoi eccessi a tinte accese, continua e continuerà a farsi beffe di un mondo che va al contrario.

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