Carola Rackete ad Agrigento davanti ai magistrati

L'arrivo a Porto Empedocle del comandante della Sea Watch Carola Rackete a bordo della motovedetta della Guardia di Finanza, 1 luglio 2019. La donna dovrà comparire davanti al Gip di Agrigento per l'udienza di convalida del suo arresto. ANSA/PASQUALE CLAUDIO MONTANA LAMPO

La difesa della capitana della Sea-Watch è stata impostata sull'affermazione «dello stato di necessità», ha spiegato la portavoce italiana della ong Giorgia Linardi


Rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e navigazione in zone vietate. Sono i reati contestati a Carola Rackete, la capitana della Sea-Watch 3, portata quest’oggi ad Agrigento da Lampedusa con una motovedetta della Guardia di Finanza, per l’udienza di convalida dell’arresto. Ad attenderla tanti agrigentini accorsi per manifestarle solidarietà al grido di «Carola, Carola, Carola». Appena scesa in banchina è stata accompagnata su un’autovettura delle Fiamme Gialle in direzione Tribunale di Agrigento.

«L’ho vista scendere dalla macchina un po’ travolta dagli eventi – ha dichiarato Giorgia Linardi, portavoce italiana della ong – Teniamo conto che Carola è stata in una condizione di isolamento negli ultimi giorni. È impossibile per lei, in questo momento, comprendere tutto quello che accade. Quello che sente è invece l’aspetto giudiziario di questa vicenda a cui però è preparata ed è pronta ad affrontare». Giorgia Linardi ha anche spiegato che la difesa è stata impostata sull’affermazione «dello stato di necessità, che la comandante aveva espresso più di 36 ore prima dell’obbligato ingresso in porto», che era stato «ignorato, così come tutte le richieste di indicazioni di un porto sicuro inoltrate alle autorità di diversi paesi europei».

Linea ribadita anche da uno dei legali della 31enne tedesca, Leonardo Marino, che ha spiegato: «La signora Rackete ha agito in uno stato di necessità e non aveva alcuna intenzione di usare violenza nei confronti degli uomini delle Fiamme Gialle. La mia assistita ha cercato in ogni modo di evitare questo epilogo – ha aggiunto il legale – ma non poteva attendere oltre, la situazione a bordo della nave era drammatica».

Il ministro dello Sviluppo tedesco Gerd Mueller si aspetta «una rapida reazione» da parte dell’Ue sull’arresto della comandante della Sea Watch, la nave «era in gravi difficoltà». «Mi aspetto che Bruxelles mandi un chiaro segnale e chieda l’immediata liberazione», ha detto il membro del governo Merkel al “Passauer Neue Presse”.

condividi