Sara Gama non è una bambola

epa07670954 Sara Gama of Italy attends a press conference in Montpellier, France, 24 June 2019. Italy will face China in their FIFA Women's World Cup 2019 round of 16 soccer match in Montpellier, France on 25 June 2019.  EPA/GUILLAUME HORCAJUELO

Piccola storia della capitana della nazionale italiana di calcio che sta sorprendendo al campionato mondiale di Francia


Il gigante cinese non ha potuto nulla: la cavalcata ultra-mediatizzata dell’Italia femminile, che nessuno conosceva fino a pochi giorni fa nei suoi volti e protagonisti, e per la quale oggi tutti fanno il tifo, continua. Merito delle ragazze e dell’allenatrice, che hanno saputo catalizzare l’attenzione a suon di vittorie e dedizione sportiva: ottavi di finale, due a zero alla Cina, e biglietto prenotato per i quarti di finale contro l’Olanda, sabato 29 giugno alle ore 15.

EPA/GUILLAUME HORCAJUELO
EPA/GUILLAUME HORCAJUELO

Come fu nel 2006 per il mondiale maschile, anche questa nazionale si regge sul pilastro della difesa: pochi gol subiti, grande attenzione, grinta da vendere. Il capitano della nazionale è al centro di questa roccaforte: si chiama Sara Gama.

Classe 1989, colonna della Juventus che da due anni vince lo scudetto (ma lei lo aveva già vinto a Brescia nel 2016), Sara Gama è in nazionale da dieci anni. Nata a Trieste, suo padre è congolese, sua madre italiana.

A 7 anni comincia la sua carriera di piccola calciatrice, cosa che non le impedisce di laurearsi in lingue e letterature straniere all’Università di Udine. La sua prima esperienza è cominciata con le giovanili di Zaule e San Marco di Villaggio del Pescatore. Poi l’approdo al Tavagnacco dove debutta in prima squadra. Con la società friulana ha conquistato il terzo posto nella Serie A.

Nel 2008 il trasferimento al Chiasellis. Un brutto infortunio sembra interrompere la sua carriera, ma è solo il preludio: passaggio a Brescia, dove vince lo scudetto e arriva in nazionale.

Nel 2013 approda al Paris Saint-Germain: purtroppo anche lì arriva un altro infortunio. Due anni dopo il ritorno al Brescia fino alla chiamata di uno dei club più importanti in Italia: la Juventus.

Dal 2017, quando ha firmato con i bianconeri, le è stata affidata anche la fascia di capitano. Con la vecchia signora (e con compagne di squadra e di nazionale come Barbara Bonansea e Valentina Cernoia) ha vinto due scudetti e una Coppa Italia e anche due Supercoppe italiane.

Secondo molti ricorda nello stile di gioco il capitano della squadra maschile della Juventus, Giorgio Chiellini, ma difficilmente a lui sarà dedicata una bambola Barbie: lo scorso anno, in occasione della giornata internazionale della donna, la casa produttrice di giocattoli Mattel, ha lanciato una nuova linea di bambole. L’azienda ha voluto omaggiare le personalità femminili che si sono contraddistinte nella storia e nell’attualità: tra loro figura anche il nome di Sara Gama, anche per il suo impegno contro ogni discriminazione razziale o derivante dall’orientamento sessuale. Per questo motivo tra le 17 Barbie compare anche lei.

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