Cinque libri da salvare della stagione editoriale italiana

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Reporter Nuovo propone cinque titoli tra i più forti del 2018-2019, scelti con criteri di originalità, coraggio, e importanza culturale dell'opera


Nato a Pavia alla fine del Duecento, scriba alla corte papale di Avignone, nel corso di una vita irrequieta e tormentosa Opicino De Canistris ha lavorato a una serie di tavole che sembrano carte geografiche ma non lo sono: formalmente ispirate alle mappe dei cartografi genovesi che aveva maneggiato in Francia, le carte di Opicino sono qualcosa fra una cosmologia blasfema e un diario della propria discesa nell’abisso della psicosi. Le sue tavole sono splendidamente riportate nell’edizione Adelphi che pubblica lo studio dell’accademico francese Sylvain Piron, che cerca di ricostruire la cartografia “mostruosa” di Opicino e la sua biografia di uomo in fuga da se stesso e dagli altri.

(Adelphi, Sylvain PironDialettica del mostro, traduzione di Angela Guidi Nissim, pp. 349 con tavole illustrate, 50 euro)

 

Sguardo comico su Bruxelles, sui meandri burocratici entro i quali rischia di naufragare il sogno di Ventotene, divenuto incubo di piccolo cabotaggio, fatto di lobbisti e amministratori sordi al richiamo della vocazione espansiva e progressista dell’idea di Europa unita. Un romanzo che dà a noi cittadini europei, nel momento in cui anche l’ultima utopia sembra destinata a naufragare nell’individualismo e nell’ottusità del mondo contemporaneo, una buona scusa per ridere di noi stessi senza perdere la voglia di agire per cambiare la nostra storia.

(Sellerio, Robert Menasse, La capitale, traduzione di Marina Pagliano e Valentina Tortelli, pp. 445, 16 euro)

 

nooteForse più famoso come scrittore di viaggi che come poeta, l’olandese Cees Nooteboom si è però sempre considerato innanzitutto autore di versi. L’occhio del monaco raggiunge a tratti quella rarefazione stilistica e concettuale che sembra propria delle opere definitive, che si collocano all’apice del lavoro artistico di un autore: le poesie, tutte di eguale misura e rigore formale, lasciano intravedere il pensiero errabondo di un visitatore silenzioso di un’isola che pare sospesa nel tempo. Riflessioni sulla poesia si impastano con meditazioni a metà tra il mondo della percezione e quello della visione onirica. Trentatré tasselli di un mosaico poetico memorabile.

(Einaudi, Cees NooteboomL’occhio del monaco, traduzione di Fulvio Ferrari, pp. 88, 10 euro)

 

SaramagoLa tensione morale e l’impegno civile del grande romanziere portoghese, «ultimo titano di un genere in via di estinzione» nella celebre definizione di Harold Bloom, riemergono da un suo vecchio computer che ha regalato al mondo, dopo averlo custodito per oltre vent’anni, l’ultimo dei quaderni di Lanzarote, i diari tenuti dopo essersi trasferito sull’isola atlantica. E che il mondo con il quale l’autore si confronta nel diario sembra essere il nostro, quello del 2020, impressiona fino a un certo punto, visto che si tratta di José Saramago.

(Feltrinelli, José Saramago, Diario dell’anno del Nobel, traduzione di Rita Desti, pp. 272, 18 euro)

 

adUn piccolo editore coraggioso ha radunato, prima volta in Italia, tutti gli scritti del filosofo Theodor W. Adorno su uno dei più importanti scrittori del Novecento: l’irlandese Samuel Beckett. Il risultato è una raccolta di quattro saggi densi e preziosi per rileggere l’opera beckettiana in tutta la sua potenza dirompente, forse non ancora del tutto deflagrata. Il tutto condito dal lavoro curatoriale impeccabile di Gabriele Frasca, tra i massimi esperti di Beckett.

(L’orma, Theodor W. Adorno, Il nulla positivo – Gli scritti su Beckett, a cura di Gabriele Frasca, pp. 248, 22 euro)

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