Milano-Cortina: l’Olimpiade del 2026 parlerà italiano

Members of Milan-Cortina delegation celebrate after winning the bid to host the 2026 Winter Olympic Games, during the first day of the 134th Session of the International Olympic Committee (IOC), at the SwissTech Convention Centre, in Lausanne, Switzerland, Monday, June 24, 2019. Italy will host the 2026 Olympics in Milan and Cortina d'Ampezzo, taking the Winter Games to the Alpine country for the second time in 20 years. (Xu Jinquan/Pool via AP)

Battuta la concorrenza di Stoccolma-Are con il punteggio di 47-34. I Giochi torneranno nel nostro Paese a venti anni di distanza da Torino 2006


Vince l’Italia, 47 a 34. Un solo astenuto. Puntale, poco dopo le 18 è arrivata la notizia. Nel 2026 i giochi Olimpici invernali torneranno a disputarsi nel nostro Paese, divisi tra Milano e Cortina. A marcare il discriminante sulla concorrente Stoccolma-Are, l’unità d’intenti ribadita più volte dalla delegazione azzurra inviata a Losanna. Sarà la terza volta nella storia della Repubblica, a vent’anni dall’edizione di Torino e addirittura a 70 dal giorno in cui il braciere si accese proprio nella località regina delle Dolomiti.

L’ottimismo era iniziato a filtrare intorno alle 16, quando, alle presentazioni delle candidature, l’Italia era apparsa più convincente rispetto ai pur accreditati rivali. Dal presidente del Coni Giovanni Malagò a quello della Repubblica Sergio Mattarella (attraverso un videomessaggio), passando le campionesse Sofia Goggia, Arianna Fontana e Michela Moioli, il messaggio è stato unico, chiaro e coinciso: «Vogliamo i Giochi e siamo pronti a organizzarli, nel rispetto dei paletti fissati dall’Agenda 2020».

Members of Milan-Cortina delegation celebrate after winning the bid to host the 2026 Winter Olympic Games, during the first day of the 134th Session of the International Olympic Committee (IOC), at the SwissTech Convention Centre, in Lausanne, Switzerland, Monday, June 24, 2019. Italy will host the 2026 Olympics in Milan and Cortina d'Ampezzo, taking the Winter Games to the Alpine country for the second time in 20 years. (Xu Jinquan/Pool via AP)
Il nuovo protocollo varato dal Comitato Olimpico Internazionale prevede spending-review, sfruttamento e valorizzazione degli impianti esistenti, tutela e cura dell’ambiente. L’Olimpiade, archiviate le recenti esperienze “esotiche” di Sochi e PyeongChang, ha deciso di guardarsi dentro per ritrovare i valori fondanti. Proprio su questo faceva leva il programma scandinavo: «Siamo considerati la città più innovativa del 2019, votare Stoccolma significa garanzia di risultato e puntualità», aveva detto la sindaca Anna Konig Jerlmyr.

Non è bastato, così la Svezia dovrà ancora rimandare il proprio esordio da nazione organizzatrice dell’evento. Nonostante da sempre occupi le posizioni più alte del medagliere e sia considerata una delle grandi potenze dello sport invernale, lo Stato del Nobel è rimasto a bocca asciutta. Colpa forse di quel “Made in Sweden” – slogan della candidatura – sbandierato eppure non rispettato fino in fondo. Lo testimoniano le gare di bob e slittino, da copione segnate nella vicina ma non troppo, Lettonia. Il dubbio resta, mentre la notizia del successo arriva all’orecchio del premier Giuseppe Conte all’aeroporto di Ginevra, da dove stava decollando per rientrare in Italia.

epa07670493 Italian snowboarder Michela Moioli (L) and Italian skier Sofia Goggia, dab after speaking during the presentation final presentation of the Milan-Cortina candidate cities the first day of the 134th Se ssion of the International Olympic Committee (IOC), at the SwissTech Convention Centre, in Lausanne, Switzerland, Monday, June 24, 2019. The host city of the 2026 Olympic Winter Games will be decided during the134th IOC Session. Stockholm-Are in Sweden and Milan-Cortina in Italy are the two candidate cities for the Olympic Winter Games 2026. EPA/LAURENT GILLIERON

 

Impeccabile, al contrario, la strategia degli azzurri. Premiata l’idea del gioco delle coppie e del multilinguismo. Malagò ha iniziato il discorso in francese, lingua del fondatore Pierre Decoubertin, ha continuato in spagnolo perché in bilico c’erano in particolare i voti dei sudamericani e ha finito in inglese, idioma internazionale per eccellenza. Nemesi perfetta di Luca Pancalli: «Siamo due facce della stessa medaglia, non esiste differenza fra olimpico e paraolimpico, si chiama semplicemente sport».

Se anche la politica mostra il volto migliore, l’esito diventa scontato. Il governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Milano Giuseppe Sala sul palco sono saliti insieme e in coppia hanno scandito la loro dichiarazione d’intenti: «È l’Olimpiade dell’intero paese e siamo qui a dimostrarlo. L’83% degli italiani si è detto favorevole: è nostro dovere provare ad accontentarli. Abbiamo storia, passione, professionalità oltre a una squadra di 20mila volontari già pronta. Nessun può vantarla».

Il tris di medaglie d’oro firmato Goggia, Fontana, Moioli ha tinto di rosa il pomeriggio tricolore. «Nel 2026 avrò 32 anni, ma rappresentare il mio Paese è un orgoglio e non mi pongo limiti d’età» ha affermato emozionata la discesista. «Io ne ho 23 e correre in casa sarà fantastico», le ha risposto secca la snowborder. Siparietto colorato e passo di Dab Dance per sciogliere nelle risate il pomeriggio del rilancio azzurro.

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