Ekrem Imamoglu, un nuovo sindaco per una nuova Istanbul

epa07669624 A handout photo made available by the CHP Press office shows newly elected Istanbul Mayor Ekrem Imamoglu (2-R) of Republican People's Party (CHP) and his wife Dilek (2-L) greet to his thousands of supporters as they gather during Imamoglu's speech after the Istanbul mayoral elections re-run, in Istanbul, Turkey, 23 June 2019. According to unofficial results Ekrem Imamoglu won the election with 54 percent of the votes. The Turkish Electoral Commission ordered a repeat of the mayoral election in Istanbul for 23 June 2019, after Turkish President Erdogan's AK Party had alleged there was 'corruption' behind his party losing to a candidate of main opposition Republican People's Party's (CHP) in the 31 March 2019 polls.  EPA/ONUR GUNAL / CHP PRESS OFFICE / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Il candidato dell'opposizione socialdemocratica ottiene il 54,21% pari a 4.741.868 voti, contro il 44,99% preso da Binali Yildirim del partito conservatore


Istanbul volta nuovamente le spalle al suo Sultano. Ekrem Imamoglu viene confermato sindaco della città più rappresentativa della Turchia e più importante, anche se non è la capitale.  Il candidato dell’opposizione socialdemocratica ottiene il 54,21% pari a 4.741.868 voti, contro il 44,99% preso da Binali Yildirim del partito conservatore, fermatosi a 3.935.453 preferenze. Ma chi è Imamoglu? L’uomo che ha strappato Istanbul all’attuale partito di governo l’AKP, che la controlla da quindici anni. 

Ekrem Imamoglu, classe 1970, è sposato con tre figli e ha un passato da calciatore 55. È laureato in economia aziendale all’Università di Istanbul e dopo ha conseguito un master in management. La sua città, però, è Trebisonda nella Turchia Nord-orientale dalla quale è andato via prima di cominciare gli studi universitari.

Non nasce come uomo politico, ma come uomo d’affari. Proviene dalle seconde file del CHP, il partito popolare repubblicano, ma prima di dedicarsi alla vita politica è stato un dirigente dell’azienda edile di famiglia. È entrato nella scena politica nel 2008 e nel 2014 è stato eletto sindaco di Beylikdüzü, una circoscrizione di Istanbul abitata da classi medio-borghesi. Ora è diventato il volto della generazione più giovane del suo partito.

Prima di essere candidato per la guida di Istanbul, il suo nome non era particolarmente conosciuto ma in poco più di 100 giorni è riuscito a convincere una buona fetta di elettori. I suoi toni pacati, i suoi modi tranquilli e le sue idee pacificanti e unificanti sono piaciute a quella parte di turchi stanchi di un governo che non fa altro che creare divisioni. Imamoglu è musulmano praticante, va in moschea e partecipa  pubblicamente alle celebrazioni del venerdì, ma il suo messaggio è globale. «Mi rivolgo a tutti: ai turchi, curdi, musulmani, sunniti, aleviti e cristiani di questa città».

Unità, giustizia, pace e democrazia sono state le parole che ha usato di più nel corso della sua campagna elettorale. Non è mai andato allo scontro aperto, anzi ha sempre cercato un compromesso. A gennaio scorso,  infatti, ha incontrato ad Ankara il presidente della Turchia Erdogan. Una delle sue promesse per Istanbul è di porre fine al clientelismo e di portare uguaglianza di fronte alle istituzioni. «Non bisogna mai perdere la speranza. Il nostro viaggio è lungo. La nostra passione è al massimo. Siamo giovani! Siamo la gioventù turca».

Il suo motto è “Andrà tutto bene”, che è diventato da subito virale sui social network. E fino a ora effettivamente per lui sta andando tutto alla grande. Erdogan ha sempre detto “Chi vince Istanbul, vince la Turchia” e chissà che alle prossime elezioni presidenziali, Imamoglu non possa essere l’uomo giusto per togliere lo scettro del potere a chi ha reso la Turchia simile a una dittatura che a una Repubblica.

«Non è la mia vittoria, è la vittoria della democrazia, siete stati protagonisti di una delle pagine più belle della storia di questo Paese. Hanno vinto i 16 milioni di abitanti di Istanbul».

 

 

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