Il «No» della Regina Ada al Mondiale femminile

epa07581942 Ada Hegerberg of Lyon celebrates her goal during the women´s soccer Champions League final match of Olympique Lyon and FC Barcelona in Groupama Arena in Budapest, Hungary, 18 May 2019.  EPA/Balazs Czagany HUNGARY OUT

La calciatrice norvegese Ada Hegerberg, Pallone d'oro nel 2018, ha deciso di non prendere parte al Mondiale in Francia. Al centro del rifiuto, la protesta contro le discriminazioni tra uomini e donne nella Federazione scandinava


Il Mondiale femminile entra nel vivo, con gli ottavi di finale che inizieranno domani. Alle 17.30 in campo Germania-Nigeria, alle 21 Norvegia-Australia. La nazionale scandinava, seconda nel girone A dietro la Francia, dovrà fare a meno della sua giocatrice più forte, Ada Hegerberg. Non per squalifica o infortunio, ma per una scelta della stessa calciatrice. Che ha deciso di boicottare la manifestazione per protesta contro la disparità salariale, tra uomini e donne, nella Federazione calcistica norvegese.

Hegerberg, 24 anni da compiere a luglio, è già una leggenda del calcio mondiale. Prima donna a vincere il Pallone d’Oro (nel 2018 insieme a Modric), protagonista del successo del suo Lione in Champions League con una tripletta al Barcellona (segnata nei primi 15’) e tra le calciatrici più pagate al mondo (stipendio di circa 400.000 euro), lo scorso febbraio ha deciso di scendere in campo contro le discriminazioni. E di non farlo al Mondiale.

Il punto centrale della sua protesta è il mancato riconoscimento del professionismo per le calciatrici, impegnate nello sport tanto quanto i colleghi maschi ma penalizzate dal punto di vista contrattuale e salariale. #TimeForAction è la campagna di sensibilizzazione cui Hegerberg ha deciso di prestare il volto, e per darle più forza ha preso la scelta drastica – da capitano – di non volare in Francia con le compagne. Lasciando il Mondiale femminile più visto e seguito di sempre senza una stella. «Per le bambine norvegesi il calcio è lo sport più importante, ma non hanno le stesse opportunità dei ragazzi», ha spiegato la stessa Hegerberg in un’intervista a Marca.

La decisione, come tutte quelle radicali, ha diviso l’opinione pubblica. Da un lato c’è chi la sostiene, come Nadine Kessler – direttrice UEFA del calcio femminile – che l’ha definita «coraggiosa» e «degna di rispetto». Dall’altro invece non mancano critiche. La collega statunitense Heather O’Reilly, in un tweet, si è chiesta «perché Ada Hegerberg non gioca con la Norvegia? Se Messi e Ronaldo scegliessero di non giocare una Coppa del Mondo, il mondo saprebbe il perché con chiarezza». Perplessità sono arrivate anche dalla stessa Norvegia. Il giovane Martin Odegaard, sin da piccolo al Real Madrid e nell’ultima stagione in prestito al Vitesse, ci è andato giù senza filtri: «Non ha trovato nulla di meglio che fare questa cosa poco prima che iniziasse il mondiale? Le ragazze si sono qualificate nel nome del nostro Paese e questa è una delle cose più importanti per un giocatore di calcio. Sono state sottoposte a una fortissima pressione negativa e la nazionale si merita di meglio».

Comunque la si pensi, nessuna edizione del Mondiale femminile è stata più seguita di quella in corso. L’opinione pubblica si sta schierando sul tema del riconoscimento del professionismo anche per le donne e i tifosi hanno iniziato ad apprezzare un movimento fino a poco tempo fa bistrattato. Tutto questo senza la giocatrice più forte al mondo. O forse anche per la sua protesta.

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