Cottarelli: «Minibot inutili, uscire dall’Euro sarebbe un gran casino»

Carlo Cottarelli a Palazzo Patrizi durante la tavola rotonda ''Competere con il mondo, confrontarsi con l'Italia'', Roma 19 dicembre 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Cosa succederebbe se l'Italia uscisse dall'Euro? Lo abbiamo chiesto a Carlo Cottarelli, economista e direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani alla Cattolica


L’uscita dall’Euro? «Un gran casino», parola di Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani all’Università Cattolica di Milano. Anche se dietro la sintesi c’è molto di più, le conseguenze dell’Italexit e di un eventuale ‘dopo’.

Uno scenario di cui si parla molto, paragonato a quello della Gran Bretagna, il ‘leave or remain?’ del 2016 che ha scosso l’Unione Europea e che ancora oggi, dopo due anni e le dimissioni di Theresa May da leader del Partito Conservatore, non ha ancora visto la fine della storia. Domande e dubbi rubano la scena: l’Italia ne uscirebbe più forte o ridimensionata? Il nostro Paese avrebbe dei vantaggi oppure no?

L’abbiamo chiesto a Cottarelli, 64 anni, cremonese, nel 2018 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo incaricò di formare un nuovo governo (rinunciò 4 giorni dopo). Ex direttore degli Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale, un’esperienza trentennale in campo economico e una posizione netta riguardo l’Italexit: «È pericolosa. La transizione dall’Euro alla nuova Lira non sarebbe facile, ma non è immediata. Una possibile uscita dall’Euro si verificherebbe già in una situazione di crisi, con la pressione delle banche e con problemi di liquidità».

cottarelli

 

L’Italexit ha smosso anche la Bocconi di Milano. Nel 2015 un think tank di studenti ha analizzato gli scenari legati all’uscita dall’Euro, prendendo in considerazione 5 fattori: la bilancia commerciale, l’occupazione, i conti pubblici, le disuguaglianze e il welfare. Cottarelli ne spiega le conseguenze: «Il primo problema sarebbe quello dei pagamenti. Noi paghiamo tramite bonifici, moneta cartacea o carte di credito. La parte dei pagamenti elettronici funziona in Euro, alcuni esperti dicono che per riscrivere il sistema e farlo funzionare in nuove Lire richiede un lavoro di un anno. Chi vuole uscire dall’Euro dice che non è vero, che si potrebbe fare più rapidamente, ma la transizione non sarebbe facile».

Molto dipenderà dalla gestione delle politiche monetarie: «La nuova Lira sarebbe svalutata rispetto all’Euro, e il tasso sarebbe determinato dai mercati. Dicono che uno dei motivi per uscire è recuperare competitività, ma in realtà ci sarebbe un impatto inflazionistico. Chi ha il reddito fisso vedrebbe i propri proventi tagliati dall’aumento dei prezzi e della svalutazione. Per evitare tutto ciò bisognerebbe convincere le persone a tenersi in tasca le nuove lire piuttosto che andare in banca e convertirle in Euro, ma questo richiederebbe politiche monetarie restrittive».

Primo gennaio 2002, l’Euro entra in circolazione. Anno zero: «In Italia non abbiamo vissuto bene l’esperienza della moneta unica. La transizione è stata gestita male, con politiche sbagliate dal 2000 al 2007.  Parliamo di politiche dei conti pubblici espansive, che hanno alimentato l’inflazione e hanno fatto perdere competitività. Da questa situazione si può uscire facendo politiche giuste».

COSA SONO I MINIBOT?

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Il 28 maggio la Camera ha approvato all’unanimità una mozione che propone i Minibot tra i vari strumenti con cui cercare di risolvere il problema delle imprese creditrici dello Stato. Cosa sono?

I Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli del debito pubblico italiano di breve termine, con scadenza a 3, 6 o 12 mesi. Gli investitori che li acquistano prestano soldi allo Stato per un breve periodo, a fronte di un tasso di interesse più basso. Possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di mille euro.

E i minibot? «O sono uno strumento illegale, oppure un nuovo debito».

Parola di Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea. Parliamo di Bot di piccolo taglio (5, 10, 20, 50 e 100 euro), di aspetto simile alle banconote, con cui lo Stato potrebbe pagare i creditori e con cui i cittadini potrebbero pagare lo Stato: «Non ne vedo l’utilità per il nostro Paese – dice Cottarelli – dal punto di vista dello Stato è comunque debito pubblico. Il debito aumenta rispetto a un non pagamento dei crediti commerciali. Quest’ultimi vanno pagati, negli ultimi anni ci sono stati dei miglioramenti, ne possiamo fare altri senza i minibot».

Meglio essere pagati in Euro? «Ovviamente sì, lei cosa preferirebbe? In Euro puoi pagare qualunque cosa, non posso dare Minibot agli investitori, e non mi sembra sia un gran vantaggio neanche per gli imprenditori. L’unico motivo razionale per farlo è abituare la gente a veder circolare dei pezzi di carta che non sono degli Euro ma sembrano moneta, una moneta parallela».

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