«Va bene la stabilità, ma qualcosa va cambiato» scrive il premier Conte all’Ue

++ Conte, in nuovo documento stime per rispondere a Ue ++

L'Italia vuole evitare la procedura di infrazione e cerca il dialogo con l'Europa, Conte domani a Bruxelles


«Vogliamo un dialogo aperto e costruttivo». Con queste parole il Presidente del consiglio Giuseppe Conte illustra la lettera inviata all’Unione europea, a tutti gli stati membri, per evitare la procedura di infrazione.

Il governo giallo verde vuole dare un segnale di tranquillità e sottolinea che rispetteranno le regole vigenti ma allo stesso tempo dovrà servire un cambiamento, poiché con la sola stabilità si rischia la sopravvivenza di tutta l’Europa. I numeri elencati nella lettera, in ogni caso, dovrebbero indicare come il deficit viaggi sul 2,1% mentre i due miliardi congelati dalla legge di bilancio verranno dirottati sul contenimento del deficit stesso. È chiaro l’obiettivo per l’Italia, evitare la procedura di infrazione. Domani Conte sarà comunque chiamato a dare prova al tavolo UE di una sorta di correzione dei conti richiesta da Bruxelles.

L’Italia vuole sollecitare l’Europa a maggiori aiuti per gli investimenti. Nell’immediato, però, l’impegno che Conte assume davanti al Parlamento è rispettare quelle regole e fare di tutto per evitare la procedura d’infrazione. E insieme provare a ottenere un commissario «economico di prima linea».
La lettera è stata inviata dopo il Consiglio dei Ministri, dove non è stata votata la bozza della legge di bilancio. Il clima, in Cdm e nella riunione precedente con i due vice premier, è tuttavia “raggelato” dallo scontro tra M5S e Lega sull’emendamento, a firma leghista, che trasferisce dal ministero del Sud alle Regioni la gestione dei Fondi di Sviluppo e Coesione.

Conte chiede di correggere la risoluzione di maggioranza che conteneva un passaggio troppo duro sulla necessità di «abolire» il vincolo del saldo strutturale di bilancio: «Meglio scrivere e rivedere» suggerisce il premier. M5s e Lega mettono nero su bianco la richiesta di abbassare le tasse e fare una manovra «non recessiva».

 

condividi