Scandalo Fifa: «Il calcio non è una religione, diamogli il giusto peso»

Luca Pisapia

Luca Pisapia è l'autore di Uccidi Paul Breitner, libro a metà tra il saggio e il romanzo, ha raccontato per ReporterNuovo la sua idea di pallone: «Il problema non è Platini, ma l'intero ambiente»


L’arresto di Michel Platini, l’interrogatorio e il rilascio. Le ombre che si accavallano dense anche su Nicolas Sarkozy, ex presidente della Repubblica Francese e oggi indagato per corruzione. C’è una cena sullo sfondo dell’ennesimo scandalo made in Fifa: «In realtà l’incontro tra il calciatore, il capo di Stato e il figlio dell’emiro del Qatar, ora detentore del potere nel paese del Golfo, era venuto fuori nel 2014. Qualche giorno dopo l’assegnazione del Mondiale sarebbe stata ufficializzata, è parso chiaramente strano».

A raccontarlo è Luca Pisapia, autore del libro Uccidi Paul Breitner (Alegre, 2018). Un volume a metà tra il romanzo e il saggio per scoperchiare quel vaso di Pandora nascosto, neppure troppo bene, dietro i lustrini del pallone: «Bisogna prendere il calcio per quello che è: un gioco, non una religione. Amarlo perché ci fa divertire e trascorrere ore spensierate, ma non crederci in modo viscerale». Il rischio è scottarsi: «Non mi reputo nostalgico o romantico, ma sono milanista, quindi, contento che Paolo Maldini o Boban siano tornati. Allo stesso tempo, però, mi rendo conto di come le società debbano fare certe scelte. Francesco Totti è stato un grandissimo campione, ma non può pretendere di essere considerato, per questo, un fenomenale dirigente. Altri suoi colleghi hanno dovuto adattarsi a ruoli di copertina, non lo ha accettato e si è dovuto fare da parte».

epaselect epa07656938 Former UEFA president Michel Platini leaves the Anti-Corruption Office of the Judicial Police after Platini was arrested for questioning, in Nanterre, near Paris, France, 18 June 2019. Platini has been arrested in a corruption probe of the vote that gave the 2022 World Cup to Qatar. EPA/Julien de Rosa

Ci sarebbe anche la faccenda di Maurizio Sarri alla Juventus: «Per lui è un trionfo, la certificazione della bontà delle sue idee. Lavorava in banca, adesso guida una delle squadre più forti del mondo». I bianconeri, invece, hanno dovuto fare marcia indietro: «Si sono convinti, malgrado il motto, che non basti vincere e che, almeno all’estero, se non persegui il bel gioco, difficilmente sorprendi gli avversari». Non ci sono speranze: «Il calcio nasce nel mondo del dopolavoro, prima borghese, poi operaio. Si evolve con la società e oggi riflette l’universo capitalista, difetti e corruzione inclusi». In che senso? «Guardiamo all’ultima vicenda. A sponsorizzare l’assegnazione delle competizioni iridate a Russia e Qatar era la corrente che faceva capo a Platini, contro si battevano Inghilterra e Usa, patrocinate da Josep Blatter. Non è che lì fossero dei santi».

Un cancro diffuso: «Io sono garantista fino all’ultimo grado di giudizio, mi auguro che siano tutti innocenti. Certo un fatto è innegabile: quando si ha un ruolo in alcuni ambienti, è difficile rimanere puliti. In pochi hanno provato a fare la rivoluzione dall’interno, ancor meno ci sono riusciti». È il fallimento della politica di Platini: «Era stato accolto da innovatore, ma non si è rivelato tale. Ha introdotto il fair-play finanziario e l’allargamento dell’Europeo. Su entrambe si potrebbe discutere».

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Per adesso in copertina ci sono le donne: «Spero che il mondiale di Francia e i riflettori accesi le aiutino a far valere le loro battaglie. Ho sentito il presidente della federazione Gravina andare in Tv e parlare di riconoscimento del professionismo. È un passo, bisogna proseguire lungo la via». Con il libro è stato profeta: «Lo siamo stati in tanti, ma purtroppo non era difficile». Poliziotti corrotti, tangenti e scandali, quanto c’è di vero in quelle pagine? «La figura del signor M. non corrisponde a nessuno in particolare, eppure riflette un atteggiamento realmente esistente». Il classico stratagemma letterario: «La collana denominata Quinto Tipo, in cui il libro si inserisce, punta sull’ibrido mescolando realtà e finzione. Io, in tal senso, ho provato a romanzare la componente saggistica e arricchire di dettagli veri quella narrativa».

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