Salvini: «La flat tax si farà». E l’Istat boccia il salario minimo di Di Maio

Salvini

Il vicepremier leghista in visita negli Stati Uniti rafforza i rapporti con il governo Trump. Il collega pentastellato criticato sui 9 euro l’ora. Zingaretti: «Lega peggio del peronismo, 5 stelle subalterni»


Mentre Salvini a Washington ottiene il sostegno del Segretario di Stato Mike Pompeo e del vicepresidente Usa Mike Pence, Di Maio incassa il No di Istat e imprese sul salario minimo. Intanto, al Nazareno Nicola Zingaretti inaugura la nuova segreteria del Pd attaccando la Lega, definendola «forza della diseguaglianza sociale», per certi versi «peggiore del peronismo». È dunque sull’asse Roma-Washington che si svolge l’agenda politica della settimana.

Anche da Oltreoceano l’Unione europea e il rapporto complicato con il partner di governo sono al centro delle offensive del Ministro dell’Interno. «Tratteremo Bruxelles da pari a pari», ha dichiarato il capo del Viminale, convinto – almeno a parole – che «la flat tax si farà». Sul tavolo anche l’ipotesi di una manovra “trumpiana”, che comprenda il taglio delle tasse tanto per le imprese quanto per le persone fisiche. Per questo, Salvini alla Casa Bianca ha incontrato Grover Norquist, economista ideologo della riforma fiscale dell’attuale governo statunitense. «Ho consigliato a Salvini di essere il più rapido e drastico possibile, le manovre graduali sono poco efficaci», ha dichiarato lo stesso Grover al Corriere della Sera. Il vicepremier ha anche lanciato un avvertimento al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte («No al primato della finanza in Europa»), alla vigilia della riunione dei commissari Ue a Bruxelles che si terrà oggi.

Intanto Di Maio, dopo aver rassicurato i ministri Cinque Stelle che non ci sarà un rimpasto di governo, è tornato sulla misura del salario minimo di 9 euro («Bisogna restituire dignità a milioni di lavoratori sottopagati, ma al contempo occorre aiutare anche le imprese uccise dalle tasse») al quale potrebbero accedere 4 milioni di lavoratori. Per il vicepremier salario minimo e riduzione del cuneo fiscale saranno nella prossima legge di bilancio, ma l’Istat sul punto frena: la prima misura, infatti, comporterebbe 4,3 miliardi di costi in più per le imprese. Scettico anche l’Ocse, per cui i 9 euro sarebbero una cifra «molto elevata», e non risolverebbero «la questione salariale». Ancora più dura Confartigianato: «Siamo contrari ad una misura che consideriamo, senza mezzi termini, negativa, sia per le imprese, ma anche e soprattutto per gli stessi lavoratori, i cui salari sarebbero schiacciati sulla soglia minima e perderebbero, insieme alla libera contrattazione, tutti i vantaggi che ne derivano». Anche Salvini non sembra del tutto convinto: «La priorità è la flat tax»

Nel frattempo, il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti chiama all’unità del partito (considerata «un’ossessione. In questi mesi ho dedicato tutto me stesso a questo obiettivo, con la lista unitaria per le europee e le scelte per le amministrative») e attacca il governo (oltre al citato «peronismo» leghista, Zingaretti ha definito il Movimento 5 stelle «in stato confusionale» e «del tutto subalterno» all’alleato dell’esecutivo). Le divisioni però sembrano tutt’altro che superate: «Dopo aver lavorato uniti per le Europee, dal giorno successivo, come nel film Il giorno della marmotta, si ricomincia con le stesse liti dei tempi di Renzi segretario. Non se ne può più», ha detto Carlo Calenda. «Servirebbe un governo ombra come in Inghilterra, in cui il premier è il segretario che coordina l’opposizione e le proposte di rilancio del Paese».

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