Europeo Under21, D’Agostino: “Questa Italia può arrivare in fondo”

D'Agostino

Oggi allenatore, l'ex centrocampista azzurro ha fatto parte della spedizione che nel 2004 ha conquistato il trofeo in Germania: "Ai ragazzi dico lasciate tutto fuori e concentratevi sul campo"


Sarà per quel mistero ancora insoluto che fu il trasferimento sfumato in extremis al Real Madrid o per l’esperienza maturata in tanti anni sul campo, comunque sia Gaetano D’Agostino non ha il minimo dubbio: “Questa Under 21 è forte, ha tutto per vincere. L’unica insidia sono le sirene di mercato. I ragazzi devono essere bravi a isolarsi, pensare solo a giocare. Se ci riusciranno, arriveranno in fondo”.

Nel 2004, in Germania, andò esattamente così: fu l’ultima generazione di azzurrini a mettere le mani sul trofeo. Una scalata alle stelle iniziata nel peggiore dei modi: “Perdemmo all’esordio contro una Bielorussia, in cui brillava il talento di Aljaksandr Hleb che all’epoca militava nel Barcellona. Eravamo arrabbiati e in albergo abbiamo fatto una riunione. Non ricordo se mister Claudio Gentile era presente, tuttavia, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti cosa non funzionava, poi abbiamo stretto una sorta di patto. Sapevamo che non potevamo più sbagliare e non lo abbiamo fatto fino al successo, ma abbiamo lasciato tutto fuori. Dai procuratori alle ragazze”.

Una rosa infarcita di talento, in cui, tra gli altri, spiccavano i nomi di Marco Amelia, Cristian Zaccardo, Andrea Barzagli, Daniele De Rossi e Alberto Gilardino, futuri campioni del mondo. “Devo dire che tutti, bene o male, abbiamo fatto un’ottima carriera. Forse, Simone Del Nero, rispetto ai numeri di cui era capace è stato un po’ penalizzato”.

20090604 - COVERCIANO (FIRENZE) - SPR : CONFEDERATIONS: AZZURRI. Il centrocampista dell'Udinese Gaetano D'Agostino (S) in contrasto con il difensore della Juventus Nicola Legrottaglie (D) durante la partitella di allenamento di oggi 4 giugno 2009 al centro tecnico di Coverciano in vista dell' amichevole con l' Irlanda di sabato prossimo a Pisa e della Confederations cup in Sudafrica alla meta' di giugno. Il ct Marcello Lippi stamani ha fatto svolgere, dopo una serie di esercizi, una partitella su campo ridotto, 10 contro 10, in cui ha mischiato un po' le carte: nella squadra azzurra militavano De Sanctis, Cassani, Gamberini, Esposito, Biagianti, D'Agostino, Galloppa, Foggia, Pazzini e Mascara; nella formazione con la pettorina rosa militavano Marchetti, Santon, Legrottaglie, Grosso, Montolivo, Palombo, Brighi, Dossena, Rossi e Pellissier. ANSA / CARLO FERRARO / PAL

Oggi, da padroni di casa, le attese sono comprensibilmente alte. Alle 18 Polonia-Belgio apre le danze, in serata spazio agli uomini di Gigi Di Biagio: “I presupposti sembrano buoni. Kean, Zaniolo, Chiesa rappresentano profili di spessore, si sono già distinti con la Nazionale maggiore e in Serie A”. Alessandro Tonali ci sbarcherà fra qualche mese, fresco di promozione ottenuta a Brescia: “Deve e può crescere, ma le basi sono ottime. E’ un regista moderno, sa fare la fase difensiva e giocare nello stretto. Mi piace molto e per certi versi ricorda me”.

Investitura importante e il nastro dei ricordi inevitabilmente si riavvolge. Piedi educati come il carattere, Gaetano D’Agostino la chiamata del Real Madrid se l’era guadagnata, a Udine, per meriti sportivi: geometrie, passaggi illuminanti e gol. Qualcuno bellissimo. “A dire la verità non so cosa sia successo, ancora oggi me lo chiedo. Ero nel giro della Nazionale di Lippi e in quell’estate mi cercò anche la Juventus. Con i Blancos mi dissero che era fatta, eppure l’affare saltò. Per andarci, rinunciai al Napoli ed è stato l’unico rimpianto della mia carriera”.

Il 2009 diventa apogeo di una storia iniziata a Palermo molti anni prima, quando D’Agostino incantava nelle giovanili rosanero. Cento gol in un solo anno per vedere le porte della Roma spalancarglisi dinnanzi. Vola nella Capitale, assaggia la Serie A: “Ho esordito nell’anno dello scudetto, a Brescia. un’emozione incredibile. Avevo realizzato il sogno di ogni bambino. Ricordo lo spogliatoio con Batistuta, Totti e Montella. Avrebbero potuto essere tutti prime donne, invece lottavano, compatti, per un solo obiettivo”.

20090608 - GENOVA - SPO - D'AGOSTINO VERSO JUVE, STALLO IBRA -ETO' O,ATTESA GROSSI COLPI - Il giocatore dell'Udinese Gaetano D'Agostino dopo il gol, allo stadio Luigi Ferraris di Genova, in una foto del 24 maggio 2009. ANSA/LUCA ZENNARO/ kld

Allenatore Fabio Capello, più su, a muovere i fili, Franco Sensi. “Una persona fantastica, amava la Roma e per vederla conquistare il titolo non ha badato a spese. Ha compiuto sacrifici immensi, un paradosso osservando la situazione odierna”. Bari e Messina per farsi le ossa: “Non ho una grande memoria, ma degli anni in riva allo Stretto tengo nitido ogni dettaglio. Il San Filippo era sempre pieno e noi sfiorammo la qualificazione in Europa. L’estate però fu turbolenta, rischiammo di non iscriverci e alla fine retrocedemmo”.

Alla provvidenza non pone limiti: “Mi piacerebbe un giorno tornarci, magari da allenatore. E’ come se lì avessi lasciato qualcosa d’incompiuto”. Il flashback termina, mentre il presente si riprende la scena. Anzio, Francavilla, Alessandria: appese le scarpe al chiodo, D’Agostino si è seduto in panchina. “Nei panni del dirigente non mi ci vedo. Piuttosto mi intriga insegnare, lavorare con i ragazzi e dare loro indicazioni. Vederli apprendere e impegnarsi per tradurre in campo i tuoi suggerimenti”. E lo stress: “Esiste, ma non mi spaventa”. Umiltà e dedizione, per accarezzare Madrid, per vincere l’Europeo.

condividi