Hong Kong-Mosca, sale la voce della protesta

(AP Photo/Kin Cheung)

Una legge sull'estradizione e l'arresto di un giornalista dissidente riaccendono le contraddizioni della Cina e della Russia. I cittadini insorgono


Hong Kong è in subbuglio da alcuni giorni. Le proteste montano anche a Mosca per difendere la libertà di stampa. Manifestazioni gigantesche sono nate nella baia del Pacifico per protestare contro una legge promossa dal governo locale: se approvata consentirebbe di estradare in Cina, il gigante che controlla e influenza l’ex protettorato inglese, le persone anche solo accusate di avere commesso alcuni crimini. Le proteste, a cui ha partecipato oltre un milione di persone, sono state pacifiche nei primi giorni, fino a quando non sono iniziati gli scontri tra polizia e alcuni manifestanti. Lunedì la leader di Hong Kong, Carrie Lam, ha ribadito la sua intenzione di approvare la legge, che era stata proposta diversi mesi fa, dopo che un 19enne di Hong Kong era stato accusato di avere ucciso la propria fidanzata di 20 anni durante una vacanza a Taiwan. Il governo di Taiwan aveva cercato di ottenere l’estradizione del giovane, ma le leggi di Hong Kong non lo avevano permesso. Con il nuovo emendamento l’estradizione sarà possibile per alcuni reati gravi, come omicidio e stupro, anche se dovrà comunque essere decisa caso per caso.

L’esperta dell’Ispi Giulia Sciorati sottolinea la genesi locale e autentica delle proteste: «Questo è un movimento che nasce a Hong Kong, non fuori come qualcuno vorrebbe far passare. La gente di Hong Kong vuol esprimere la propria opinione, cosa che non sempre è in grado di fare».

EPA/RITCHIE B. TONGO
EPA/RITCHIE B. TONGO

Gli oppositori della legge, tra cui molte organizzazioni per la difesa dei diritti umani, temono che le nuove regole sull’estradizione espongano ancora di più Hong Kong al potere illimitato del sistema giudiziario cinese, e ridurranno la sua indipendenza ulteriormente. In particolare temono che la legge possa legittimare i rapimenti in città da parte delle autorità cinesi: per quanto possa sembrare un incubo, ci sono stati vari casi del genere negli anni. «Consideriamo anche che Hong Kong è il rifugio dei dissidenti politici della Cina continentale, e che fino a oggi Pechino non ha mai ottenuto l’estradizione per motivi politici». Un obiettivo del governo cinese potrebbero essere anche i funzionari e i miliardari cinesi fuggiti a Hong Kong per evitare un arresto in patria: finora Hong Kong non ha mai accettato una richiesta di trasferimento di un fuggitivo nella Cina continentale.

La Basic law consente ai cittadini di Hong Kong una libertà superiore a quella di qualunque altro luogo sotto influenza cinese: dopo essersi affrancata dal dominio inglese, l’ex protettorato è entrato in una fase di transizione che porterà, nel 2047, al completo assorbimento nelle istituzioni cinesi. Una data che si avvicina lentamente, e che sta stretta ai giovani di Hong Kong.

Lo sviluppo capitalistico dell’isola ha portato interessi di aziende internazionali a essere investite in prima persona dal conflitto geopolitico. «La comunità internazionale potrebbe intervenire in futuro. La Business community di Hong Kong è in buona parte occidentale, e questo avrà un peso importante».

Per calmare gli oppositori, il governo ha detto che saranno estradate solo le persone accusate di reati per cui la pena massima prevista è di almeno sette anni. Tuttavia i critici dell’emendamento si sono insospettiti quando il mese scorso Han Zheng, membro dell’Ufficio politico del Partito Comunista Cinese, ha parlato del suo sostegno alla nuova legge sull’estradizione e ha detto che tra i suoi obiettivi ci saranno gli stranieri che hanno commesso crimini contro la sicurezza nazionale cinese al di fuori della Cina. Un fattore molto importante sul quale anche la Costituzione italiana si esprime (vietando l’estradizione per motivi politici). «Senza dimenticare che le differenze tra Hong Kong e la Cina continentale riguardano anche l’istituto della pena di morte: a Hong Kong è stata abolita nel 1993, nella Cina continentale è ancora praticata».

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