Cosa sta succedendo ad Hong Kong

(Anthony Kwan/Getty Images)

Centinaia di migliaia di persone hanno protestato a Hong Kong contro una legge sull'estradizione. Il rischio è che la Cina possa utilizzare il provvedimento come strumento di repressione


Mentre Hong Kong ribolle a pochi giorni dalle proteste contro la legge sull’estradizione, il sito di informazione statale «China Daily» apre con la visita di Xi Jinping in Kyrgystan. Sulle proteste di domenica, il quotidiano online dedica solo un breve articolo che riporta il discorso della governatrice locale, Carrie Lam, la quale ha definito le proteste «azioni di rivolta che danneggiano una società pacifica, ignorando la legge e la disciplina, sono inaccettabili per qualsiasi società civilizzata».

Domenica scorsa sono scese in piazza centinaia di migliaia di persone per manifestare contro una legge che consentirebbe l’estradizione in Cina delle persone accusate di crimini gravi

 

(AP Photo/Kin Cheung)
(AP Photo/Kin Cheung)

 

Secondo la Polizia, i manifestanti non erano più di 240mila, ma per gli organizzatori hanno protestato più di 1 milione di persone.

Secondo il New York Times, se il numero fosse confermato, si tratterebbe di una delle più grandi manifestazioni nella storia della città, paragonabile solo alle proteste del 1989 in Piazza Tienanmen.

 

AP Photo/Vincent Yu)
AP Photo/Vincent Y

 

Vista l’affluenza registrata, è legittimo credere che le presenze siano state anche più numerose di quelle della manifestazione del Movimento degli Ombrelli, quando nell’autunno del 2014 le piazze di Kong Kong furono ricoperte di ombrelli gialli per 79 giorni.

Un movimento civico nato dal basso con l’obiettivo di ottenere democrazia, partecipazione e il rispetto degli accorti stipulati nel 1997, con il trasferimento della sovranità dalla Gran Bretagna alla Cina.

Ma cosa prevede la nuova legge oggetto della contestazione? L’emendamento consentirebbe di estradare e processare in Cina le persone accusate di crimini quali stupro o omicidio. Si tratta di un provvedimento proposto dopo che l’anno scorso un 19enne di Hong Kong era stato accusato di aver ucciso la sua fidanzata durante una vacanza a Taipei.

(AP Photo/Vincent Yu)
(AP Photo/Vincent Yu)

Il Governo ha rassicurato sul fatto che nessuno verrà estradato per motivi politici, malgrado molti attivisti e associazioni per i diritti umani temano che la legge possa diventare uno strumento di repressione dei dissidenti politici.

A preoccupare i manifestanti anche il rischio che Hong Kong possa perdere la propria indipendenza. La città – isola, infatti, fa parte della Cina ma mantiene la sua indipendenza dal 1997, quando cadde sotto il controllo britannico 156 anni prima. L’autonomia di Hong Kong ha consentito alla città di sviluppare un sistema capitalista e istituzioni democratiche.

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