La nuova maturità, ecco tutti i cambiamenti

Gli studenti dell'istituto tecnico Aldini-Valeriani di Bologna impegnati nella prima prova scritta di italiano a Bologna, 20 giugno 2018. ANSA / GIORGIO BENVENUTI

Tra le novità abolizione della terza prova e della tesina, non è più necessario inoltre avere la sufficienza in tutte le materie per essere ammessi


Circa 469mila studenti la prossima settimana affronteranno l’esame di maturità, che comincerà il 19 giugno. Sono molte quest’anno le novità introdotte dalla riforma della Buona Scuola. Prima di tutto sono cambiati i requisiti per essere ammessi all’esame di Stato: la partecipazione alla prova Invalsi (che si sono svolte nel mese di marzo), l’alternanza scuola-lavoro e la sufficienza in tutte le materie non sono più prerogative necessarie per l’ammissione. Altra grande novità è l’abolizione della terza prova scritta.  

La prima prova, che si svolgerà mercoledì 19 giugno e che è uguale per tutti i maturandi indipendentemente dall’indirizzo di studio, consiste in un tema. Le tracce dell’elaborato scritto hanno subito diverse modifiche con la riforma. Da quest’anno, infatti, non ci sarà più il tema di storia. Quest’ultima decisione ha sollevato nei mesi scorsi diverse polemiche e appelli da parte di intellettuali e politici per ripristinarla. La prima prova quindi comprende tre tipologie tra cui scegliere. La prima è l’analisi di un testo: lo studente potrà decidere tra due brani che possono essere o di prosa o di poesia di un autore italiano vissuto nel periodo compreso dall’Unità d’Italia fino a oggi. La seconda traccia, invece, si tratta di un testo argomentativo, che può essere artistico, letterario, filosofico, economico, sociale, tecnologico, scientifico.  La terza traccia, infine, è un tema di attualità.

La seconda prova che si svolgerà il giorno dopo sarà diversa per ogni indirizzo di studio. La novità rispetto all’anno precedente è che per gli studenti del liceo classico e scientifico si tratta di una verifica mista.I primi, infatti, devono affrontare un compito sia di latino che di greco mentre i secondi una verifica sia di matematica che di fisica. Per i maturandi classici cambia anche la struttura: è divisa, infatti, in due parti, una di traduzione e una di comprensione.

La terza e ultima prova, invece, è l’esame orale e consiste in un’interrogazione incrociata su più materie. Il maturando deve rispondere alle domande dei commissari esterni e interni. Diversamente dagli altri anni, il candidato non deve più svolgere la tesina che avrebbe dovuto presentare il giorno dell’esame. Al posto di questa lo studente deve preparare un resoconto sull’alternanza scuola-lavoro, nella forma di relazione o elaborato multimediale.  La materia da cui comincerà il colloquio verrà sorteggiata da una busta tra quelle proposte dalla commissione.

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