Ballottaggi: l’analisi del voto

voto

Youtrend parla di «riequilibrio» dopo le amministrative del 2014. Gli elettori dem votano il candidato 5 Stelle a Campobasso. I pentastellati si dividono tra centrosinistra, centrodestra e astensione


I risultati dei ballottaggi sono stati un «laboratorio», parola tripartisan utilizzata dal neosindaco 5 Stelle di Campobasso Roberto Gravina, dal suo collega di centrosinistra di Livorno Luca Salvetti e dal candidato del centrodestra appena eletto ad Ascoli Marco Fioravanti.

In effetti il voto di domenica scorsa ha visto un Pd che è riuscito a reggere, pur perdendo 41 dei 153 grandi Comuni (oltre 15mila abitanti) che amministrava, mentre il centrodestra è passato da 39 a 85. Il M5S si prende solo Campobasso perdendo Avellino e Livorno e i restanti 23 vanno alle liste civiche.

La differenza tra Europee e amministrative

I 221 comuni al voto, spiegano i dati di Youtrend, alle Europee del 26 maggio erano più tendenti a sinistra rispetto alla media nazionale: il Pd al 26,1% (rispetto al 22,7%) e la Lega al 31,7% (media 34,2%). Il dato sul M5S è sostanzialmente lo stesso.

Nonostante questa tendenza, le amministrative hanno dato un verdetto diverso: il centrodestra totalizza un +46, il centrosinistra –41 e i 5 Stelle –1. Youtrend spiega che questo verdetto è anche dovuto al fatto che «le amministrazioni uscenti, elette in gran parte nel 2014 (nei giorni del 40,8% del Pd renziano alle elezioni europee) erano in stragrande maggioranza governate dal centrosinistra. Ecco perché si è assistito a un riequilibrio».

I capoluoghi

Domenica erano al voto 15 capoluoghi di provincia. Le amministrazioni uscenti erano 9 di centrosinistra, 4 di centrodestra e 2 dei 5 Stelle. Al di là del caso Avellino in cui i 5 Stelle hanno lasciato il Comune in mano a una civica di sinistra, i risultati hanno anche in questo caso visto una tendenza al centrodestra, che strappa a Pd e alleati Biella Ferrara, Forlì e Vercelli. Il centrosinistra è invece riuscito a prendersi Rovigo (prima al centrodestra) e poi Livorno (prima ai 5 Stelle).

Gli elettori dem di Campobasso

Mentre il Pd discute da un anno su un eventuale appoggio ai 5 Stelle in chiave anti-Lega, gli elettori del capoluogo molisano hanno già deciso. Il ballottaggio di domenica era tra il candidato del Movimento Roberto Gravina e quella del centrodestra unito Maria Domenica D’Alessandro.

Sempre Youtrend spiega che «più della metà degli elettori che al primo turno hanno votato il sindaco uscente di centrosinistra Antonio Battista si sono spostati al secondo turno sul candidato pentastellato, che ha quasi raddoppiato i voti rispetto al 26 maggio e ha quindi potuto vincere».

L’istituto di analisi del voto aggiunge che la D’Alessandro ha perso oltre 4mila voti tra il 26 maggio e domenica scorsa, voti che sono finiti tra l’astensione e il candidato 5 Stelle.

Imprevedibilità pentastellata

Se il comportamento degli elettori dem a Campobasso è stato abbastanza chiaro, lo stesso non può dirsi di quello di chi al primo turno aveva votato i 5 Stelle. Il voto anti-Salvini non coinvolge sempre l’elettorato degli alleati di governo che a Forlì e a Ferrara hanno optato per il centrodestra, mentre a Cremona, Reggio Emilia e Foggia per il centrosinistra. Altrove hanno optato per l’astensione.
Un comportamento imprevedibile che trova l’unica sua motivazione nelle singole dinamiche locali.

 

condividi