Ballottaggi, alla Lega Ferrara e Potenza. Il Pd si riprende Livorno

Militanti della Lega festeggiano con il nuovo sindaco di Ferrara Alan Fabbri (2-D) la vittoria al ballottaggio, Ferrara, 09 giugno 2019. ANSA/GIAN LUCA TEODORINI

Ai ballottaggi il partito di Salvini vince nella città emiliana e nel capoluogo lucano. Male i Cinque stelle, che perdono Avellino e Livorno e vincono solo a Campobasso


Ferrara svolta a destra per la prima volta dal dopoguerra, Livorno torna rossa dopo cinque anni in giallo e la Lega conquista il primo capoluogo di regione meridionale. I ballottaggi di ieri per le amministrative nei 136 comuni italiani hanno regalato, tra sorprese e conferme, più di qualche risultato inaspettato. I titoli di giornata tutti per il comune emiliano, dove il candidato leghista della coalizione di centrodestra Alan Fabbri è diventato il primo cittadino con il 56,8% delle preferenze, confermando i risultati del primo turno che lo avevano visto prevalere su Aldo Modonesi, del centrosinistra, di 17 punti percentuali. Esulta Matteo Salvini, che in un tweet ha definito il risultato di Ferrara «straordinario». Il centrodestra vince anche a Forlì con il candidato Gian Luca Zattini, che ha sconfitto l’ex consigliere di Stato Giorgio Calderoni con il 53% delle preferenze. Dal 1970 il capoluogo forlivese aveva sempre espresso sindaci del centrosinistra.

Il partito di Salvini può gioire anche per la vittoria a Potenza, primo capoluogo di regione del Sud a tingersi di verde. Il nuovo sindaco, Mario Guarente, con un margine di appena 200 voti ha avuto la meglio su Valerio Tramutoli, rappresentato dalle liste civiche «La Basilicata Possibile» e «Potenza Città Giardino». 16.248 voti per il leghista, 16.048 per lo sfidante – vicino ad un clamoroso ribaltone, dato il 27,4% con cui si era fermato al primo turno. Il centrodestra si conferma anche a Foggia (53,3%) e Ascoli Piceno (59,33%), dove i sindaci Franco Landella e Marco Fioravanti continueranno ad amministrare per i prossimi cinque anni.

La tornata elettorale è stata comunque positiva per il Partito democratico. Ferme le nette vittorie al primo turno in capoluoghi chiave come Bari e Firenze, il Pd ha riconquistato la storica roccaforte di Livorno dopo il lustro pentastellato di Filippo Nogarin. Non in discussione la vittoria (63,3%) di Luca Salvetti su Andrea Romiti della Lega. In Toscana il Pd si è confermato anche a Prato (rieletto Matteo Biffoni) e a Cremona, dove il sindaco uscente Gianluca Galimberti è stato riconfermato con il 56%. «Belle vittorie e belle conferme. Grazie a tutte e tutti. Grazie a chi ha combattuto. L’alternativa a Salvini c’è ed è un nuovo centrosinistra. E siamo solo all’inizio», è stato il commento su Twitter del segretario dem Nicola Zingaretti. A conti fatti, però, il Partito democratico ha perso 6 comuni e il centrodestra ne ha 7 in più rispetto al 25 maggio.

Continua il cattivo feeling del Movimento 5 stelle con le amministrative. Detto di Livorno, i pentastellati hanno perso anche Avellino (il nuovo sindaco è Gianluca Festa, sostenuto da quattro liste civiche) e sono scomparsi dai ballottaggi nelle altre città. Unica vittoria a Campobasso, dove Roberto Gravina ha avuto la meglio della candidata del centrodestra Maria Domenica D’Alessandro. Sorprende il ribaltone rispetto al primo turno: D’Alessandro aveva avuto il 39,7% e Gravina il 29,4%, fuori dagli spareggi il sindaco uscente del Pd Antonio Battista. Ieri, Gravina ha vinto con il 69%. Negli ultimi giorni si era parlato di un presunto accordo tra democratici e pentastellati per il ballottaggio a Campobasso e Termoli, voce smentita da entrambe le parti. Se accordo c’è stato, c’è stato solo nel capoluogo. A Termoli, infatti, ha vinto nettamente Francesco Roberti del centrodestra.

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