Roland Garros: Nadal, il conquistador di Parigi

epa07637464 Rafael Nadal of Spain reacts as he plays Dominic Thiem of Austria during their menâs final match during the French Open tennis tournament at Roland Garros in Paris, France, 09 June 2019.  EPA/SRDJAN SUKI

Il campione maiorchino batte in quattro set l'austriaco Dominic Thiem e conquista il dodicesimo Open di Francia della sua carriera


Piangono tutti al Roland Garros. Il campione e lo sfidante, sentimenti opposti con le lacrime ad agire da comune denominatore. Rafa Nadal riscrive la storia del tennis e giù con la penna ad aggiornare statistiche che sanno di eternità. Fare meglio sarà difficile, impossibile si vedrà. La terra rossa di Parigi incorona per la dodicesima volta il re spagnolo, mentre dall’altro lato Dominic Thiem deve accontentarsi della piazza d’onore, proprio come l’anno scorso.

Allora fu 3-0, adesso quantomeno un set l’austriaco è riuscito a strapparlo. Magra consolazione, ma questo passa il convento ed è bene abituarsi, altrimenti si rischia d’impazzire: «Mi ha camminato sopra», dirà a fine gara. D’altronde, non c’è stata competizione: 6-3, 5-7, 6-1, 6-1. Il secondo parziale come una gentile concessione: il minimo sindacale per ritardare l’esito di un finale scontato, lasciare al pubblico un pizzico d’imprevedibilità.

epa07637488 Rafael Nadal of Spain poses with the trophy after winning the menâs final match against Dominic Thiem of Austria during the French Open tennis tournament at Roland Garros in Paris, France, 09 June 2019. Nadal won the French Open title 12th times. EPA/YOAN VALAT
Le statistiche (93 vittorie e 2 sole sconfitte all’Open di Francia), già alla vigilia riservavano poco spazio alle sorprese, eppure si tratta di freddi numeri, poi bisogna anche saperli tradurre in campo. Nadal non ha accusato il problema e non è una novità: succede dal 2015, quando ai quarti Novak Djokovic gli inflisse l’ultima sconfitta nel torneo. Prima di lui, a centrare l’impresa soltanto Robin Soderling, era il 2009. In mezzo un fiume di successi, per un albo d’oro che nel volgere di quindici stagioni, esclusivamente in tre occasioni ha potuto registrare un nome diverso.

«Punta a scambi veloci e allungherai la tua carriera». Il consiglio dell’allenatore Carlos Moya è un mantra inciso nella testa del maiorchino. L’infortunio di Indian Wells, a marzo, però aveva incrinato le certezze e insinuato qualche dubbio: «Clinicamente era guarito, ma versava in condizioni tecniche disastrose. Non gli vedevo ardere negli occhi il fuoco della passione», ha confessato lo stesso trainer.

epa07637475 Rafael Nadal of Spain poses with the trophy for photographers after winning the menâs final match against Dominic Thiem of Austria during the French Open tennis tournament at Roland Garros in Paris, France, 09 June 2019. Nadal won the French Open title 12th times. EPA/CAROLINE BLUMBERG
Il “ragazzo”, 33 anni appena compiuti, non si è scomposto, neppure quando sei settimane fa, a Barcellona, Thiem lo ha battuto per la quarta volta in dodici match. Ha aspettato, poi gli ha servito la più fredda delle vendette. Dodici volte sul gradino più alto del podio, solo Martina Navratilova, nell’era Open, ci è riuscita. Chicago, tuttavia, non è Parigi e il peso specifico rimane profondamente differente.

Nell’epoca dei grandi dualismi, Nadal così conquista il diciottesimo Slam e riduce il gap da Roger Federer. Lo svizzero guida con venti, lui insegue a meno due. Stucchevole pronunciarsi su chi sia il migliore, anche se alle isole Baleari hanno le idee abbastanza chiare.

A Maiorca è un autentico eroe. Sull’isola ha aperto un’accademia, che a ottobre si è trasformata in un ricovero di fortuna. Vi hanno trovato rifugio gli sfollati, dopo la terribile alluvione costato la vita a 13 persone. Alle famiglie rimaste senza casa ha donato anche un milione di euro, mentre le immagini che lo immortalavano a spalare il fango hanno fatto il giro del mondo. Un cuore grande sotto la racchetta che, invece, non ha pietà. Forse sta lì il segreto di Rafa, conquistador a Parigi.

 

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