Lina Wertmüller, una carriera da Oscar

ANSA/VINCENZO TERSIGNI

Il prossimo 27 ottobre la regista italiana sarà premiata a Los Angeles con il premio onorario per il suo contributo al cinema


Una donna da Oscar. L’Academy of Motion Picture Arts & Sciences ha annunciato che tra i premi alla carriera che verranno assegnati quest’anno c’è anche la statuetta per la regista e sceneggiatrice italiana Lina Wertmüller. Proprio lei, il cui nome completo è Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, indimenticabile regista di film che hanno fatto la storia del cinema. Occhiali dall’immancabile montatura bianca, capelli argentei e sigaretta sempre accesa, la Wertmüller è e rimane un personaggio straordinario del nostro panorama cinematografico.

Pasqualino Settebellezze’, ‘Film d’amore e d’anarchia’, ‘Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto’ sono tra i suoi film più famosi. Tutti caratterizzati da un gusto particolare per i titoli molto lunghi (il suo film ‘Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova….’ è entrato nel Guinness dei primati per il titolo più lungo della storia del cinema). Quasi tutti hanno per protagonista il suo attore di riferimento, Giancarlo Giannini, accompagnato spesso dall’indimenticata Mariangela Melato. Giannini, in più di un’occasione, ha ribadito la gratitudine alla Wertmüller per averlo “creato” dal punto di vista cinematografico. «Sono qui grazie a lei. Non avrei fatto quello che ho fatto nella mia carriera se non fosse stato per Lina. Le devo tutto» ha detto il grande attore.

Lina ha iniziato come aiuto regista di uno dei più grandi, Federico Fellini, sul set di ‘8½’. Il legame con Fellini sarà sempre fortissimo; spesso ricordava infatti come il film da lei più amato fosse ‘La Dolce Vita‘. Da qui inizierà la sua avventura di regista. I suoi più grandi successi li girerà negli anni ’70, da ‘Mimì Metallurgico ferito nell’onore‘ a ‘Travolti da un’insolito destino…’. Incassi record e un’impronta indelebile lasciata nella storia della commedia all’italiana.

La Wertmüller dirigerà anche Paolo Villaggio in ‘Io speriamo che me la cavo‘ nel 1992, commedia amara ambientata nel degradato entroterra napoletano, mentre nel 1996 tornerà alla satira politica con ‘Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica‘. Avrebbe dovuto dirigere il celebre e controverso ‘Caligola‘ scritto da Gore Vidal ma rinunciò. «All’inizio fui orgogliosa della mia scelta ma poi mi vennero le lacrime agli occhi. Tutti quei soldi…». La regia andò poi a Tinto Brass.

Recentemente Lina Wertmüller è stata celebrata al Festival di Cannes, con una cerimonia in cui è stato proiettato, in versione restaurata, il suo ‘Pasqualino Settebellezze’. Quando ha saputo del prestigioso riconoscimento ha commentato, con la sua voce roca per le tante sigarette fumate, «Sono molto grata per la decisione di assegnarmi questo premio. Un premio che non mi aspettavo affatto e che per questo è tanto più gradito, mi fa tanto più piacere. Certo gli americani, grazie a Dio, mi hanno sempre voluto bene».

Oltre a lei saranno premiati il 27 ottobre anche David Lynch, Geena Davis e Wes Studi. “Quattro artisti- si legge nel comunicato dell’Accademy- che hanno trasformato per sempre l’industria del cinema”.

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