Emergenza sanità, in Molise i medici militari negli ospedali civili

Foto di ANSA/ FILIPPO VENEZIA

Per rispondere alla carenza di personale nelle strutture regionali, il commissario pensa di chiedere aiuto ai dottori con le stellette. Un caso simbolo di un allarme nazionale che l'Italia dovrà risolvere in tempi brevi


Il Molise senza dottori chiama in soccorso l’esercito. 105 medici militari potrebbero essere reclutati nelle schiere della sanità civile per tamponare l’insufficienza di personale in due ospedali regionali. Ortopedia e traumatologia rischiano la chiusura a Isernia e Termoli, ma la carenza di camici bianchi minaccia la soppressione del servizio anche in altri reparti e nosocomi.

Un buco da 22 milioni di euro è il pasticcio più grave del quadro pieno di falle che ha fatto commissariare la sanità regionale. Una programmazione organizzativa inefficiente ha messo in piedi concorsi senza candidati e si è disinteressata dello stop nel turn over per i dipendenti. In realtà tutto il sistema nazionale sta fronteggiando vuoti di organico spinosi. L’ordine dei medici di Milano ha fatto il calcolo: al momento l’Italia è già sotto di 16mila medici ospedalieri, che in un decennio raggiungeranno gli 80mila. Alla fonte della crisi, una categoria professionale anziana ridotta drasticamente dai pensionamenti (anche anticipati, dopo l’entrata in vigore di “quota 100”) e troppi pochi posti nelle scuole di specializzazione.

In Molise il prestito di medici militari dovrebbe durare come minimo 5 mesi, necessari per approvare il Decreto Calabria e selezionare il personale mancante attraverso concorsi. Un disagio cronico che le ferie estive imminenti faranno inevitabilmente acutizzare. L’idea è venuta dal Commissario ad acta Angelo Giustini, che considera l’aiuto dell’esercito come l’ultima carta da giocare per evitare di interrompere il servizio “a macchia di leopardo” già da mercoledì nei due ospedali in provincia di Campobasso.

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