Conti in disordine: arriva la lettera della Commissione Europea. L’Italia ha 48 ore per rispondere

epa07608421 European Commission President Jean-Claude Juncker arrives at a special EU summit in Brussels, Belgium, 28 May 2019. Two days after the European Parliament elections, EU heads of state or government will gather for a summit to discuss the outcome of the vote and start the nomination process for the heads of the EU institutions.  EPA/STEPHANIE LECOCQ

I conti dell'Italia sul tavolo della Commissione Ue. Da Bruxelles chiedono una manovra bis per colmare un gap di 11 miliardi rispetto agli obiettivi dell'Unione


La richiesta di una manovra correttiva da parte dell’Ue e insieme l’assedio dei mercati. A urne chiuse, nel bel mezzo di una fase politica di grande fibrillazione, è questo lo scenario che il governo gialloverde si trova ad affrontare. Nei prossimi giorni arriverà una lettera a Roma che dovrebbe certificare uno scostamento rispetto agli obiettivi europei di ben 11 miliardi. Jean-Claude Juncker lo anticipa a Giuseppe Conte, in un colloquio a margine della cena dei leader Ue, a Bruxelles. Il 5 giugno, con ogni probabilità, verrà richiesta all’Italia una correzione dei conti se vuole evitare che scatti la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Il premier, con il ministro Giovanni Tria, proverà a trattare per scongiurarlo. Ma Matteo Salvini parte all’attacco.

Salvini: «Qualcuno vuole tenere il Paese sotto scacco»

Chiuse le urne per le europee, i mercati tornano in fibrillazione e lo spread dell’Italia sfiora i 290 punti. «C’è qualcuno che ha convenienza a tenere il governo italiano vincolato a regole vecchie, che tengono il Paese sotto scacco», attacca Salvini, in una diretta Facebook dal tetto del Viminale per poi rilanciare la proposta di una flat tax da ben trenta miliardi e una «grande conferenza intergovernativa europea su lavoro, crescita, investimenti, debito pubblico e sul ruolo della Banca centrale europea». Resta, sottotraccia, la minaccia di rispedire al mittente la richiesta Ue di correggere i conti.

Silvio Berlusconi, dopo aver incontrato i leader del Ppe, avverte Salvini che, alzando i toni, rischia solo di andare a sbattere: sarà Juncker, attaccato a più riprese dalla Lega, a gestire il dossier italiano almeno fino all’autunno. Il commissario europeo Pierre Moscovici, che è in contatto continuo con Tria, preannuncia la richiesta di una “manovrina”, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 5 miliardi, con parole che per ora hanno l’effetto di frenare lo spread.

La mediazione di Tria e Conte

Intanto il primo ministro, Giuseppe Conte, spiega che rivedere il mandato della Bce «è uno dei dossier aperti» ma ci vorrà tempo. Nell’immediato Palazzo Chigi lavora per rispondere alle richieste che arriveranno da Bruxelles. Il presidente del Consiglio lunedì ne ha discusso in una riunione con il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera e il Ragioniere dello Stato Biagio Mazzotta, con Tria collegato in teleconferenza. Il governo è convinto di aver dato già alcune risposte nell’ultimo Documento di Economia e Finanza: da parte, ricordano dal governo, ci sono ancora i due miliardi congelati dalla manovra e pronti a diventare tagli. In più si sottolineeranno l’andamento dell’economia migliore delle previsioni, i risparmi stimati da misure come il reddito di cittadinanza e quanto si sta facendo su evasione e spending review.

Quando arriverà la lettera della Commissione, il governo avrà due giorni per rispondere. Juncker ne anticipa le linee a Conte, nel colloquio di Bruxelles: la Commissione perfezionerà le sue richieste in una riunione prevista nelle prossime ore. Da lì partirà un negoziato che passerà da una possibile correzione dei conti per evitare le sanzioni. Ci lavoreranno Conte e Tria, come per la manovra, ma Salvini questa volta potrebbe rovesciare il tavolo.

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