Europee: alla fine Dino Giarrusso ce la fa

Dino Giarrusso during the closing of the electoral campaign of the Italian 5-Star Movement (M5S) party in Rome, Italy, 02 March 2018.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Candidato dei 5 Stelle, l’ex Iena arriva a Bruxelles dopo un anno politico abbastanza travagliato. Uomo di grande operosità, non riesce a stare fermo. L’ozio non fa per lui


Dino Giarrusso, neo-eletto pentastellato a Bruxelles, prometteva bene. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, ha collaborato con la Repubblica e l’Unità. A 27 anni è stato aiuto-regista di Ettore Scola per Concorrenza sleale, poi dev’essere successo qualcosa che ha cambiato radicalmente la sua esistenza.

Dopo quattro anni alle Iene su Italia1, l’anno scorso decide di darsi alla politica, candidandosi all’uninominale – meritoriamente senza il paracadute del proporzionale – nel collegio 10 di Roma per il M5S per la Camera e, nonostante il 27% di preferenze, non viene eletto. L’ex Iena subentra al candidato Rinaldo Veri, escluso perché consigliere comunale vicino al Pd. Ma Giarrusso si era candidato già alle parlamentarie 2018 ottenendo il poco esaltante risultato di 7 voti a suo favore.

Perse le elezioni, l’instancabile Dino non si dà per vinto e si prodiga per il Movimento, ricoprendo per qualche mese la carica di capo della comunicazione dei 5 Stelle in Regione Lazio, ma a luglio 2018 si dimette per ragioni mai chiarite. Rimarrà memorabile la frase riportata da Simone Canettieri su Il Messaggero, poi smentita: «Sarò il Rocco Casalino della Regione». Ognuno ha i suoi modelli di riferimento.

Il primo comandamento di Dino Giarrusso è rimanere sempre operoso, quindi a giugno 2018 – prima ancora di dimettersi da capo della comunicazione – si candida a membro del cda della Rai, ma nemmeno in questo caso riesce a raggiungere il proprio obiettivo.

Lasciata la Regione Lazio, Dino ci riprova e a luglio 2018 viene nominato dal viceministro all’Istruzione pentastellato Lorenzo Fioramonti suo segretario particolare, incaricato di occuparsi della comunicazione e delle relazioni istituzionali, nonché delle segnalazioni sulle presunte irregolarità nei concorsi universitari.

La chiamata della politica attiva torna a tormentare Giarrusso nel 2019 e lo spinge a candidarsi alle europarlamentarie del Movimento. La dea bendata per una volta decide di baciare il nostro Dino che con 2491 voti ottiene il miglior piazzamento tra le new-entry. Ed eccolo ad ambire un seggio a Bruxelles nella circoscrizione Isole.

Purtroppo la sua campagna elettorale non è esattamente un trionfo. Le Iene lo diffidano da usare la sua esperienza nella trasmissione per cercare voti: Giarrusso «purtroppo però non ha smesso di vestirsi da Iena, come si vede nei suoi manifesti cartacei e online per le elezioni europee in cui si è candidato. Non solo, sotto al nome, compare pure la scritta “detto Iena”» e poi «L’affetto resta, per carità, ma noi de Le Iene non c’entriamo nulla e ci teniamo a farlo sapere subito. A Giarrusso i migliori auguri per il futuro, sperando però che la smetta con il vizio di vestirsi come noi, rimettendo la divisa nell’armadio, e di usare il passato a Le Iene per la sua campagna elettorale».

Un paio di settimane fa, ha chiesto ai propri follower se preferivano lui o Silvio Berlusconi e circa due terzi dei votanti ha scelto l’ex Cavaliere. A quel punto Giarrusso ha reagito parlando di troll e di «bullismo», citando a questo proposito il caso di una ragazza che si è tolta la vita per l’odio sui social.

Nonostante le tante avversità, l’operoso Dino una volta su mille ce la fa. Non solo viene eletto, ma risulta anche il candidato più votato della storia del M5S, con più di 117mila preferenze. Adesso siederà al Parlamento Europeo, in attesa di cimentarsi in una nuova sfida. Dino non può stare fermo, la sua indole battagliera e competitiva sopraffà qualunque desiderio di tranquillità e stabilità. Lo spettacolo, siamo pronti a scommetterci, è appena iniziato.

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