Carapaz, la ‘Locomotiva’ che sogna l’impresa

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L'ecuadoriano è primo nella classifica generale ed è il candidato numero uno alla vittoria finale. Nibali insegue a a 1’47”, terzo Roglic


La ‘Locomotora’ tiene botta sotto la tempesta sulle Alpi. Pioggia e vento, folate e bufera, Richard Carapaz batte la fatica, arriva quarto a Ponte di Legno e resta in vetta nella classifica generale del Giro d’Italia. Ora spodestarlo diventa davvero complicato: Nibali lo tallona a 1’47”, è Roglic terzo.

Lui è primo però, e sulle montagne spinge sui pedali come un treno. ‘Locomotiva di Charchi’ perché è cresciuto a El Carmelo, un paesino dell’Ecuador a 250 chilometri da Quito e a 500 da Calì: 3068 metri sul livello del mare. Scalatore puro, 26 anni, l’anno scorso è arrivato al quarto posto, gareggia con la Movistar (squadra spagnola, una delle più importanti del World Tour).

Nel 2017 ha corso la sua prima grande gara a tappe, la Vuelta de España, chiudendo al 35esimo posto nella classifica generale con un distacco di un’ora, 45′ e 59” dal vincitore Chris Froome. Ora è il candidato numero uno alla vittoria finale del Giro. Mancano 5 tappe, ha conquistato la prima maglia rosa della storia dell’Ecuador e in salita ha dimostrato di essere il più forte. L’ha riconosciuto anche Vincenzo Nibali, già vincitore della corsa nel 2013 e nel 2016: «Batterlo sarà complicato, dovrò inventarmi qualcosa. Lui è in gamba, pronto per questo Giro».

Ieri la tappa ha incoronato Giulio Ciccone del team Seak-Segafredo, che ha percorso 194km in 5h36’24”. Un successo di cuore e grinta, ma la sfida finale sarà tra Carapaz e Nibali. La ‘Locomotora’ e lo ‘Squalo dello Stretto’. El Carmelo e Messina. Per l’ecuadoriano sarebbe il primo grande successo, mentre Vincenzo insegue il terzo Giro, in caso di vittoria diventerebbe il ciclista più anziano a riuscire nell’impresa (34 anni). Comunque vada sarà storia.

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