Lo spread sfiora quota 290, le elezioni europee tenute d’occhio dal mercato internazionale

epa07560124 A screen shows the evolution of the Spanish main index IBEX 35 in Madrid, Spain, 10 May 2019. The IBEX 35 rose a 0.57 per cent at the start of the trading day up to 9,146 points.  EPA/Fernando Alvarado

Sulla borsa influiscono gli esiti del voto per il nuovo parlamento Ue con implicazioni diverse per quanto riguarda i singoli paesi: in Italia l'attenzione dei fondi si concentra sul successo della Lega.


Questa mattina lo spread ha sfiorato quota 290 nei primi scambi. Il differenziale di rendimento fra Btp decennale e bund è arrivato a 289 punti base contro i 282, in un mercato che guarda alla possibilità di uno scontro fra l’Italia e l’Unione europea sui conti pubblici. Lo spread è poi rallentato e alle 9,35 italiane è a 287.

Un occhio alle Borse europee: volatili, dopo un avvio con piede positivo si portano in negativo, tranne Londra (+0,2%). La peggiore è Milano (-0,6%), ma è debole anche Madrid (-0,3%) mentre oscillano a cavallo della parità Parigi e Francoforte. In tutta Europa a soffrire è la finanza. Se infatti l’indice d’area Euro Stoxx è piatto, il comparto di banche e assicurazioni ha la maglia nera (-0,3%), con le banche italiane che sono più in affanno: Unicredit (-2,3%), Fineco (-1,8%) e Intesa (-1,4%). L’ipotesi di fusione tra Fca e Renault annunciata ieri mette poi il turbo a tutto il settore (+0,6%), con Peugeot che guida i rialzi (+1,6%), seguita da Volkswagen (+0,7%), Bmw (+0,6%) e Porsche (+0,4%). Piatte Ferrari e Fca, in ribasso Renault (-0,2%) dopo i balzi di ieri.

Questa mattina lo spread aumenta quindi di venti punti, rispetto a 270 punti di ieri, prima giornata dopo il voto per rinnovare il Parlamento europeo, i cui esiti hanno avuto implicazioni differenti per l’Italia e il resto del continente: in Europa i temuti populisti avanzano, ma non sfondano e restano ben lontani dal poter influenzare la politica continentale; in Italia il successo, pur atteso, della Lega disegna invece nuovi scenari che i grandi fondi internazionali vaglieranno con cura fin dalle prossime settimane.

La mattina di ieri si è quindi aperta da una parte con la stabilità sostanziale dell’euro attorno quota 1,12 e l’avvio favorevole delle principali Borse (in un giorno in cui Londra e Wall Street restano però chiuse); dall’altra con le rinnovate pressioni sui BTp, unici titoli di Stato in vendita in avvio di questa giornata.

Sotto stretta osservazione dei mercati internazionali non soltanto l’Italia, ma anche la Gran Bretagna coinvolta in pieno dal turbine Brexit, la Grecia, dove il primo ministro Tsipras ha appena indetto elezioni anticipate e il Belgio, dove appare difficile formare un governo federale.

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