Europee: Lega primo partito, secondo il Pd che sorpassa i Cinque Stelle

Salvini raggiunge il 34%, i dem conquistano il secondo posto, il Movimento non supera il 17%


Alle elezioni Europee la Lega è il primo partito, rimontano i democratici, arranca il Movimento Cinque Stelle che si posiziona terzo. Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini raggiunge il 34%, il Pd guadagna il 22% mentre i pentastellati scendono al 17%. Forza Italia non tocca la soglia del 10% e si ferma all’8,7 %. Fratelli d’Italia, invece, arriva al 6,46%.

L’affluenza è stata del 56,10% in calo di due punti percentuali rispetto alle precedenti europee, queste elezioni tuttavia hanno visto una grande partecipazione considerando che circa il 51% dei cittadini europei si è recato alle urne.

Salvini non ha aspettato a festeggiare e già dopo il primo exit poll, ha pubblicato un post in cui ha dichiarato tutta la sua riconoscenza agli italiani per aver votato la Lega. Salvini, in conferenza stampa da via Bellerio, si presenta con il rosario in mano e comincia ringraziando « chi c’è lassù che non aiuta Matteo Salvini, ma aiuta l’Italia a ritrovare speranza, orgoglio, radici e sicurezza. Non ho mai affidato al cuore di Maria il voto o il successo di un partito ma il futuro e il destino di un paese e di un continente». E bacia il crocifisso.  Assicura poi che gli alleati di governo sono amici e che il contratto non cambierà. Non esita, però, a chiedere la priorità per realizzare la Tav e la flat tax. «La festa dura pochi minuti, perché è il momento delle responsabilità. Noi partiamo dal 6% di cinque anni fa e dal 17% degli anni scorsi. Cinque, sei anni fa i giornali parlavano di una Lega in via di estinzione, ora siamo il primo partito al Nord e al Sud. Abbiamo percentuali del 50% in tantissime città. Ci metterò ancora più energia e più impegno». Prima di concludere si rivolge ai suoi alleati in Europa :«Marie le Pen è il primo partito in Francia, quello di Nigel Farage in Gran Bretagna. Quindi Italia, Francia, Inghilterra è il segno di un’Europa che cambia. Ringrazio gli italiani che ci hanno sostenuto contro tutto e tutti. Sono orgoglioso che la Lega faccia parte di questo rinascimento europeo».

I vertici dei Cinquestelle, invece, non lasciano nessuna dichiarazione per tutta la notte. Il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio non parla davanti alle camere, ma fa sapere che «Abbiamo pagato l’astensione al Sud. Ora testa bassa e lavorare, ma restiamo pur sempre l’ago della bilancia». E infine manda un messaggio di complimenti sinceri all’altro vicepremier. Rispetto alle politiche del 2018 il Movimento ha perso quasi la metà dei voti.

Soddisfazione, invece, per i risultati arriva dal Nazareno. Il segretario dem Nicola Zingaretti in conferenza stampa commenta che «Salvini è il vero leader di un governo pericoloso. Noi siamo pronti alle prossime elezioni politiche. Ora il governo è ancora più fragile». E aggiunge: «L’aggressione sovranista alle istituzioni europee è fallita. Dentro il Parlamento europeo c’è un’ampia e solida forte maggioranza, che ha la voglia di cambiare l’Europa, ma di difendere e rilanciare il grande sogno europeo. La nostra delegazione della famiglia dei democratici, progressisti e socialisti sarà tra le principali dentro questo gruppo europeo e quindi noi faremo di tutto per garantire all’Italia un ruolo che spetta a un grande Paese come il nostro». Sottolinea, infine, il risultato del Pd, del suo nuovo Pd: «Dopo cinque anni torniamo a crescere e ora ci sono tre poli, non più solo Lega e Cinque Stelle. Un anno fa davano il Pd per finito».

Esulta anche la leader dei Fratelli D’Italia Giorgia Meloni: «Noi e Salvini rappresentiamo un’effettiva alternativa di governo». Le due liste, infatti, insieme raggiungono e superano il 40%.

La Lega vola nel Nord Est, nel Nord Ovest e nelle regioni centrali delle Marche e dell’Umbria, ma non conquista le grandi città. Da Torino a Milano a Roma i dem salgono sul podio. I Cinque Stelle, invece, tengono al Sud  soprattutto nelle Isole dove si confermano primo partito. La Toscana, al contrario, si mantiene rossa con il Pd primo partito.

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