Paesi, dati e seggi: piccolo atlante del voto europeo

epa07586848 People walk past the European Parliament in Brussels, Belgium, 20 May 2019. The European Parliament election is to be held by member countries of the European Union (EU) from 23 to 26 May 2019.  EPA/OLIVIER HOSLET

Tutto quello che c'è da sapere in vista delle elezioni che si terranno in Italia il 26 maggio


Lunedì 20 maggio si apre l’ultima settimana prima delle elezioni più importanti dell’anno, quelle per rinnovare il Parlamento dell’Unione Europea.Ventuno paesi, compresa l’Italia, andranno a votare domenica 26 maggio, sette si recheranno alle urne tra il 23 e il 25. Ventotto nazioni in tutto e la Gran Bretagna non ne è esclusa. Nonostante manchi un mese al terzo anniversario del referendum sulla Brexit – era il 23 giugno 2016 quando gli inglesi scelsero di abbandonare l’Europa – il Regno Unito è oggi ancora dentro l’Unione Europea e tra una settimana dovrà scegliere i candidati da mandare a Strasburgo.

Come si vota in Italia 

Domenica 26 maggio i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23. L’Italia è stata divisa in cinque circoscrizioni, in ognuna delle quali gli elettori troveranno una scheda di un colore differente: grigio per il nord-ovest (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia), marrone per il nord-est (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia Romagna), fucsia per il centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), arancione per il sud (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata) e infine rosa per le isole (Sicilia e Sardegna). 

Ciascun partito presenterà una lista differente di candidati per ogni circoscrizione, per un totale di 73 parlamentari

Sarà possibile esprimere fino a tre preferenze, ma nel caso in cui si voglia inserirle tutte è necessario fare attenzione al genere dei candidati: ci deve essere sempre una persona di sesso opposto rispetto agli altri o alle altre candidate. Non è consentito invece il voto disgiunto, ovvero sbarrare un partito e allo stesso tempo esprimere la preferenza per un candidato di un’altra lista. Per i candidati non c’è la restrizione di presentarsi in una sola circoscrizione, motivo per il quale Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni sono iscritti praticamente ovunque. 

Sistema elettorale 

Le elezioni europee prevedono un sistema proporzionale puro. In Italia il calcolo è fatto inizialmente su base nazionale, solo successivamente viene riconteggiato per circoscrizione. In pratica chi ottiene a livello nazionale un 10 per cento ha anche il 10 per cento in ognuna delle circoscrizioni. La soglia di sbarramento per avere almeno un seggio è fissata al 4 per cento. 

Anche negli altri paesi si voterà con un sistema proporzionale puro, ma ogni Stato può presentare alcune caratteristiche diverse: ad esempio la soglia di sbarramento può anche non esserci, come nel caso della Germania. 

Il Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo è l’unico organo ad essere direttamente eletto dai cittadini. Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, quest’ultima un po’ dimessa, sono le sue sedi. L’emiciclo conta 751 deputati, distribuiti per ogni paese membro in proporzione al numero di abitanti. Questo vuol dire che la Germania, con più di 80 milioni di persone, è quella a cui spettano più parlamentari, per l’esattezza 96, mentre Cipro, Lussemburgo e Malta ne contano 6 ciascuno. 

 I deputati non siedono in aula in base alla nazionalità, ma sono raggruppati per partiti politici che devono essere composti da almeno 25 persone. Il partito Popolare Europeo (PPE), centrodestra, è quello che detiene il numero più ampio di seggi (216). Primato mai superato dal 1999. Il presidente del parlamento Antonio Tajani, quello della Commissione Claude Juncker e il presidente del Consiglio Europeo (organo che comprende i capi di stato membri più il presidente della Commissione) fanno tutti parte del PPE. In quest’ultima legislatura il Partito Popolare ha votato le direttive spesso in alleanza con l’altro grande gruppo politico europeo, ovvero il partito Socialista Europeo (PSE) che conta nell’emiciclo 189 parlamentari. 

Non appena saranno definitivi i risultati delle elezioni, i parlamentari si uniranno nei gruppi politici creando nuovi equilibri (i sondaggi danno in forte aumento i partiti populisti) e nella prima seduta plenaria, voteranno per eleggere il presidente del parlamento europeo e successivamente, il presidente della Commissione. 

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