5 Stelle: viaggio tra i rimborsi dei parlamentari

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Dai 5420 euro per l'ufficio stampa ai 6064 per «Altro». Sul sito Tirendiconto.it gli eletti del M5S devono pubblicare i resoconti delle spese


Al 20 maggio, il 67% dei parlamentari del Movimento 5 Stelle non aveva pubblicato sul sito Tirendiconto.it i dati di gennaio 2019. Tempi tecnici, ci dicono dal M5S, che però non spiegano come ci sia chi da quasi un anno non dà segni di vita sul portale. Proviamo a guardare invece i rendiconti pubblicati, alcuni risultati sono interessanti.

Alla faccia del risparmio

I 5 Stelle si sono sempre fatti forti di una certa indole all’austerità e di una posizione contro ogni spreco. Metteranno in pratica questi precetti anche quando devono rendicontare le proprie spese per poi restituire i soldi in eccesso? Proviamo a vedere.

A costare parecchio è l’organizzazione di eventi, per la quale per esempio la deputata Piera Aiello ha rendicontato più di 1800 euro tra gennaio e febbraio 2019, mentre il suo collega Cosimo Adelizzi solo a febbraio ha speso più di 1800 euro per gadget, materiale informativo, affitto location e servizi vari.

L’onorevole Giuseppe Brescia nell’ultimo rendiconto disponibile (novembre 2018) ha speso 6064,55 euro per un generico «Altro». Mentre la senatrice Angela Anna Piarulli, membro di due commissioni parlamentari (Giustizia e semplificazione), spende circa 4000 euro al mese in collaboratori.

«Spese di rappresentanza» salate

Altro caso interessante è quello del deputato Gianluca Rospi (ultimo rendiconto dicembre 2018) che in un mese è riuscito ad avere spese per quasi 9000 euro, di cui 228,28 e 2936,26 per «Attività ed eventi», questi ultimi inseriti come «Missioni non ufficiali», 1306 euro per i «Collaboratori del portavoce», 3109,02 per «Consulenze» (di cui 609,02 di commercialista) e 1343,42 per «Gestione ufficio e attività», di cui più di 1200 euro di «Spese di rappresentanza». Sempre per questo motivo Rospi a novembre aveva speso più di 1600 euro e a ottobre 1062,80 euro.

Giornalista con ufficio stampa

Schermata 2019-05-21 alle 10.26.28Danila De Lucia, giornalista campana alla prima esperienza in Senato, fa parte della commissione permanente sull’istruzione pubblica e i beni culturali, della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e in quella per le questioni regionali.

Sorprendono i 5420 euro rendicontati a febbraio per «consulenze» di ufficio stampa. Spesa che si aggiunge ai 531 euro per i suoi collaboratori. A gennaio, poi, la senatrice De Lucia si è proprio svenata: per le «consulenze» dell’ufficio stampa ha speso 5308 euro, mentre per il proprio staff 1526,26 euro.

Ministri spendaccioni?

Schermata 2019-05-21 alle 10.27.53Se Luigi Di Maio è abbastanza oculato nelle spese che rendiconta, il suo collega Riccardo Fraccaro, ministro ai rapporti con il Parlamento a dicembre 2018 (ultimi dati disponibili) ha speso più di 2200 euro in «Altre spese», categoria nella quale nei mesi precedenti aveva inserito dati molto più modesti.

Il sottosegretario Vincenzo Spadafora a settembre scorso ha speso 1845 euro per una o più consulenze legali, per lo stesso motivo a luglio 2018 figurano 1600 euro. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dev’essere uomo di grande cultura, visto che a gennaio 2019 ha speso 2450,06 euro in «libri, giornali, riviste». Danilo Toninelli, titolare del dicastero alle Infrastrutture, a settembre 2018 (ultimo rendiconto disponibile) ha speso quasi 5500 euro, di cui 3606 nel generico «Altro», per il quale nel mese precedente figurano 2090 euro, oltre a più di 600 euro per spese di cancelleria.

Il parsimonioso Fico

Il presidente della Camera Roberto Fico ha presentato l’ultimo rendiconto a settembre 2018, ma può essere visto come esempio di gestione oculata dei soldi pubblici, non avendo presentato dettagli sulle spese (che quindi appaiono pari a zero) nei mesi di luglio, agosto e settembre dell’anno scorso, che poi sono gli unici tre rendiconti completi presenti per quanto riguarda questa legislatura.

Il gaffeur da 6000 euro in un mese

Schermata 2019-05-21 alle 10.27.17Il deputato Carlo Sibilia, diversamente famoso per aver portato le teorie del complotto a Montecitorio a maggio 2013, per aver reso a favore dei 5 Stelle uno spot di L’Altra Europa con Tsipras nel 2014 e per aver definito una «farsa» lo sbarco sulla Luna, a settembre 2018 (ultimo rendiconto disponibile) ha speso 6155,57 euro, di cui circa 2200 per i collaboratori, 1302,08 per una consulenza legale e 2606,07 per «gestione ufficio e attività». Oltre a spendere ogni mese più di 2000 euro per il proprio staff, a luglio 2018 Sibilia ha rendicontato 4950,15 euro per «Attività ed eventi», di cui 3000 per «vitto, alloggio, trasferimenti, altro».

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