Salvini e la polemica del rosario: «Chi è con lui non è cristiano»

salvini rosario

Diversi esponenti del mondo della Chiesa si sono schierati contro il ministro dell'Interno dopo il comizio di Milano. Lui replica: «Testimonio la mia fede con il lavoro»


In vista delle elezioni europee del 26 maggio, il vicepremier Matteo Salvini si affida – testuali parole – al «cuore immacolato di Maria». Dal palco di piazza del Duomo, il ministro dell’Interno impugna un rosario e tira in ballo, come già accaduto in passato, la religione. Una mossa che però non è andata a genio a più di un uomo di chiesa. Su tutti il parroco don Carlo Russo di Sulmona (in provincia dell’Aquila), che ha affidato a Facebook il suo pensiero: «Mentre tanta e tanta gente si aggrappa alla forza della preghiera del Santo Rosario della Vergine Maria per affrontare dolori immani […] Lei, invece, cosa fa? Invoca l’aiuto della Madonna per vincere le elezioni!» Il religioso definisce quello di Salvini un «gesto che travalica ben oltre l’ordine del buon senso».

«Di una cosa sono certo – prosegue don Carlo – e non per Rivelazione, ma solo per l’esperienza della vita pratica che accade, a favore di una sua vittoria la Madonna non giocherà alcun ruolo». Gli fa da eco il parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra che, sempre su Facebook, ha invitato il ministro dell’Interno a «aprire il Vangelo, a leggere di Maria di Nazareth, della sua umiltà, del suo servizio, del suo silenzio». «Davanti a lei tanti sono cambiati – conclude il prete – c’è speranza anche per te. Discutiamone!».

La replica di Salvini non si è fatta attendere: «La sera mi metto nelle mani del buon Dio e della Madonna. Qualche esponente del Vaticano, pochi per fortuna, mi hanno contestato per averlo detto in piazza a Milano. Rispetto ai diecimila sbarchi dell’anno scorso – prosegue il vicepremier in una diretta Facebook – siamo fermi a mille. Ci sono meno morti: sono orgoglioso di aver trasformato in fatti quelli che papa Francesco afferma come propositi».

Ma la polemica non accenna a placarsi. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, ha pesantemente attaccato il leader della Lega: «Non possiamo più stare zitti di fronte alle sparate di un ministro sempre più arrogante. Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con lui non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell’amore». Ma Salvini sembra non accusare il colpo, anzi, ribatte: «Non commento e continuo a testimoniare la mia fede con il lavoro per un’Italia più bella e sicura, le chiacchiere le lascio agli altri. Amen».

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