Daniela Collu racconta in un libro il suo Cammino di Santiago: «Tutto è nato da un post sui social»

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Intervista esclusiva alla conduttrice di StraFactor: "Volevo solo camminare" è un viaggio interiore alla scoperta di sé stessi


Trecentosessanta chilometri, quindici giorni, da León a Santiago de Compostela. “Volevo solo camminare” racconta la personalissima esperienza di Daniela Collu sul Cammino di Santiago. Un viaggio interiore, a modo suo spirituale, attraverso i paesaggi mozzafiato della Spagna del nord. Un libro che – come ci ha raccontato l’autrice – nasce anche grazie ai social: «Ho fatto questa esperienza fra giugno e luglio, ma non avrei mai immaginato di trasformare il mio Cammino in un libro. Poi in ottobre, quando ero ormai calata in una realtà completamente diversa, è arrivata la proposta di Vallardi. La casa editrice aveva seguito sui social il mio percorso perché avevo postato qualche foto… Ho detto immediatamente sì! In realtà avevo raccontato abbastanza poco sui miei account, ma sono riusciti a intercettare qualche foto qui e lì, qualche caption, ed è diventato poi 170 pagine. Insomma, un po’ più di un tweet!».

Il Cammino di Santiago è uno degli itinerari di viaggio più famosi nel mondo. Fin dal Medioevo pellegrini da ogni dove percorrono a piedi le strade che portano al santuario di Santiago de Compostela e, ancora oggi, oltre duecentomila persone all’anno scelgono di rivivere questa mistica esperienza. «Sul Cammino di Santiago poi scopri che c’è tutto – ha spiegato Daniela Collu – Ci sono pellegrini veri e propri, che lo fanno con una finalità religiosa, ma anche tantissime persone che si mettono in cammino per avere un’esperienza con sé molto diversa da un viaggio qualunque o una vacanza. Io non sono credente, ma il Cammino mi ha comunque lasciato una sensazione di maestosità, di grandiosità… Un po’ per la natura, un po’ per l’impresa che si affronta, un po’ per le persone che si incontrano. È un’esperienza assolutamente piena e soddisfacente anche senza la parte legata alla fede».

Conduttrice televisiva e speaker radiofonica, Daniela Collu ha vissuto e raccontato il suo viaggio a trecentosessanta gradi, ma c’è un episodio al quale è particolarmente legata: «La mia storia preferita è quella di due signori siciliani di 70 anni che camminavano insieme. Avevano già fatto insieme il Cammino di Santiago in tandem e quello di Fatima a piedi. Uno dei due è cieco. L’altro è il suo bastone, i suoi occhi sul Cammino. E quella è stata davvero una storia incredibile, perché se pensi di non riuscire a farcela tu, immaginate un signore non vedente di 70 anni. Lui invece era il più entusiasta, il più forte e tutte le volte che camminava con pellegrini diversi chiedeva loro: “Com’è? Raccontami”. Io mi sono trovata con loro sulla cima di una collina e gli ho raccontato di quanto era verde la Galizia ed è stato davvero emozionante».

Il Cammino di Santiago è senza dubbio un’esperienza provante dal punto di vista fisico. Una fatica che, secondo Daniela Collu, vale la pena provare: «C’è una frase che io dico sempre cioè: “Le proprie potenzialità diventano potere solo facendo le cose“. Con un po’ di allenamento e un po’ di resistenza si può arrivare fino alla fine. Il Cammino di Santiago è un’esperienza che puoi tarare su te stesso: decidi tu se camminare 10 chilometri al giorno o 35, decidi tu se accelerare o rallentare, se fermarti un giorno di più in una tappa per prendere fiato oppure no. Al contrario di tutte le cose che facciamo nella vita non c’è una scadenza, non c’è nessuno che detta le regole, sei soltanto tu a dettarle. Ogni cammino è valido, non c’è uno standard da mantenere, io ho camminato in base ai miei desideri e alla mia stanchezza. Come hanno fatto tutte le persone che ho incontrato. Poi magari ci rincontra a Santiago, ma il tuo tempo sul Cammino è sacro».

Ma dopo il Cammino ritorna la vita di tutti i giorni, che per Daniela Collu significa radio, tv e in particolare X Factor. La conduttrice di StraFactor non si sbilancia sul futuro del talent show di Sky, ma ci regala qualche indizio: «X Factor cambia pelle spesso, ma una sua costante è riuscire a mettere in piedi uno show pazzesco. A volte cambia il direttore artistico, a volte cambiano i giudici, a volte cambia la messa in scena, lo studio è sempre sorprendente. Ma quello che ci portiamo a casa alla fine di ogni edizione è che è uno spettacolo fuori dal comune. So che su quello non saremo delusi, anzi».

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