Trump vieta alle aziende americane di usare prodotti Huawei

epa07478384 Visitors are standing at the booth of the company 'HUAWEI' during the Hannover Industry Fair (Hannover Messe) in Hanover, northern Germany, 01 April 2019. From 01 April to 05 April, 6,500 exhibitors from 75 countries show their products during one of the World's leading fairs for industrial goods. The main focus of the Hannover Messe 2019 is on Artificial Intelligence and the new mobile standard 5G.  EPA/JENS SCHLUETER

Il presidente degli Stati Uniti mette al bando per ragioni di sicurezza con un ordine esecutivo l'azienda cinese, che replica: "Danneggiati imprese e consumatori".


L’azienda cinese Huawei rappresenta un pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti. Così il conflitto economico tra Cina e Usa, sul piano tecnologico, culmina in un ordine esecutivo con cui Donald Trump impone alle aziende americane di non servirsi di apparati di telecomunicazione prodotti da aziende straniere che minacciano la sicurezza interna, come quelle cinesi di Huawei e Zte. L’ordine esecutivo, che entrerebbe in vigore non prima di sei mesi, dovrebbe inserirsi nel solco dell’International Emergency Powers Act, normativa che concede al presidente la facoltà di intervenire sul commercio in risposta a un’emergenza nazionale.

Un intervento, quello del presidente statunitense, che avrebbe un impatto limitato sul colosso cinese secondo quanto dichiarato da Liang Hua, presidente dell’azienda Huawei che ha firmato, fino ad oggi, più di quaranta contratti per le reti 5G nel mondo, di cui ventincinque soltanto in Europa. Ma l’accusa di Pechino è quella di “screditare deliberatamente” le società cinesi. Attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang la Cina esorta gli Stati Uniti a «a smettere di menzionare le preoccupazioni sulla sicurezza come scusa per screditare deliberatamente le società cinesi e a fornire un ambiente giusto ed equo e non discriminatorio affinché le società cinesi possano operare negli Stati Uniti».

Una settimana prima dell’ordine esecutivo di Trump, la Federal Communications Commission, uno degli enti federali che si occupano del settore della telecomunicazione, ha negato a China Mobile l’autorizzazione a operare negli Usa, come aveva già fatto in precedenza per China Unicom e China Telecom corporation. Sempre la Fcc nell’aprile 2018 ha promosso un provvedimento con il quale si escludono dai fondi federali le aziende di tlc americane locali che utilizzano apparati tecnologici di aziende straniere per i loro network di comunicazione.

La Casa Bianca nega un collegamento diretto con la guerra informatica con Huawei, sottolineando che il provvedimento è in cantiere da gennaio. Ma l’ordine esecutivo di Trump segna l’ultimo intervento di un’escalation che il primo dicembre scorso aveva portato all’arresto in Canada su richiesta americana di Meng Wanzhou, cfo di Huawei e figlia del fondatore, con l’accusa di aver violato le sanzioni americane sull’Iran. La donna è attualmente agli arresti domiciliari a Vancouver, in attesa di sapere se verrà estradata.

L’ordine esecutivo di Trump ha preceduto infine di poche ore la firma di un accordo da parte del suo storico alleato, la Gran Bretagna, con l’azienda cinese Huawei, al termine di un lungo audit governativo e delle agenzie di intelligence. L’intesa prevede l’impegno della società cinese «a fornire infrastrutture di tlc senza “backdoors” segrete o altri dispositivi di spionaggio nascosti, come dichiarato dal presidente della società cinese Liang Hua.

 

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