Alabama, approvata la legge che vieta l’aborto anche in caso di stupro

epa07298060 People attend the anti-abortion March for Life rally on the National Mall in Washington, DC, USA, 18 January 2019. The 46th annual pro-life March for Life protests against the US Supreme Court's 1973 Roe v Wade decision which decriminalized abortion in the United States.  EPA/ERIK S. LESSER

Votata dalla maggioranza repubblicana, deve ancora essere firmata dalla governatrice Kay Ivey. Una volta entrata in vigore, rischia di essere sospesa in breve tempo da un tribunale. Scopo dei repubblicani portare il caso fino alla Corte Suprema, per cambiare le leggi federali sull’aborto.


In Alabama è stata approvata la legge più dura fra quelle che vietano l’interruzione di gravidanza volontaria negli Stati Uniti. Passato in Senato grazie alla maggioranza repubblicana, il disegno di legge vieta l’aborto in tutto lo stato, anche in caso di stupro o incesto. Ora il testo passa nelle mani della governatrice Kay Ivey, del partito repubblicano, per essere firmato ed entrare in vigore; a quel punto, probabilmente, la legge verrebbe sospesa da un tribunale per ragioni di incostituzionalità e il caso finirebbe nelle aule della Corte Suprema, con la possibilità di servire da pretesto al partito repubblicano per rimettere in discussione le leggi federali sull’aborto.

La legge, approvata con il voto favorevole di 25 senatori e sei contrari,  prevede che una donna possa abortire solo nel caso in cui la gravidanza metta a repentaglio la sua vita e impone fino a dieci anni di carcere per i medici che proveranno a interrompere negli altri casi la gravidanza, 99 anni per quelli che riusciranno nell’intento. Durante la discussione al Congresso dello stato, un comitato del Senato aveva aggiunto un emendamento che includeva la possibilità di aborto in caso di stupro o incesto che però è stato stralciato.

Una battaglia politica che esula dai confini dell’Alabama: dopo la nomina del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema la speranza dei Repubblicani integralisti è che sottoponendo la legge all’attenzione della Corte ci siano i margini per mettere in discussione la “Roe v. Wade”, la sentenza del 1973 che legalizzò l’aborto in tutti gli Stati Uniti. Attualmente infatti i giudici di orientamento conservatore alla Corte Suprema sono più della metà, 5 su 9.

Quello dello stato dell’Alabama per restringere l’accesso all’aborto è quindi l’ultimo di una catena di interventi a firma repubblicana che mirano a modificare l’orizzonte legislativo: solo nell’ultimo anno 16 stati americani su 50 hanno introdotto nuove misure per restringere l’accesso all’aborto. L’ultimo caso si registra in Georgia, dove la scorsa settimana è stata approvata una legge che vieta l’interruzione di gravidanza quando è possibile rilevare “il battito cardiaco” del feto, ovvero a sei settimane dall’inizio della gravidanza.

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