Il Vaticano e i social si schierano con il “cardinale Robin-Hood”

ANSACLAUDIO PERI

Padre Krajewski aveva riattivato la luce staccata in uno stabile occupato abusivamente. Polemiche da Salvini: «Ora paghi i 300mila euro arretrati»


È stato già soprannominato il “cardinale Robin-Hood”. Padre Konrad Krajewski è al centro di molte polemiche per la sua scelta di togliere personalmente i sigilli al contatore di energia elettrica di un palazzo in via Santa Croce in Gerusalemme, occupato dal 2013 da450 persone. Gli occupanti, tra i quali si contano 100 minori, avevano smesso di pagare le bollette, accumulando un debito con l’area (società energetica di Roma) pari a circa 300mila euro. Elettricità e gas erano stati staccati e gli occupanti vivevano senza luce e riscaldamento dallo scorso 6 maggio.

In soccorso agli occupanti è arrivato padre Krajewski, elemosiniere del Papa, togliendo i sigilli ai contatori e così riattivandoli. «Il cardinale è arrivato nel pomeriggio e ha detto che se non si fosse riattaccata la luce lo avrebbe fatto lui stesso- raccontano gli occupanti- si è calato nel pozzo e lo ha fatto. Ha detto anche che si sarebbe preso la responsabilità davanti a prefettura e ACEA».

Il Vaticano ha spiegato così la decisione del porporato «Ha sentito il dovere di compiere un gesto umanitario, per il bene di quelle famiglie e nella piena consapevolezza delle sue azioni». L’azione del cardinale non è però passata inosservata agli occhi della società energetica. Areti, la società di ACEA che gestisce la distribuzione di energia a Roma, ha presentato un esposto contro ignoti per l’allaccio effettuato da Krajewski. Essendo l’allaccio abusivo, spiegano dalla società, si configura il reato di furto energetico.

A difesa del cardinale si sono subito schierati i rappresentanti dell’associazione culturale ‘Spin Times Lab‘, ente che aveva portato avanti nel tempo un progetto per la realizzazione di una casa aperta 24 ore su 24 proprio in quello stabile occupato. «Nel caso in cui l’elemosiniere del Papa fosse denunciato, siamo pronti ad autodenunciarci tutti» – ha detto uno dei responsabili dell’associazione- La legalità, se non è collegata alla giustizia sociale, è un contenitore vuoto».

Un gesto, quello di Krajewski, che non è piaciuto al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il vicepremier, durante un comizio a Settimo Torinese, ha infatti dichiarato a proposito della vicenda «Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma mi aspetto che dopo aver riattaccato la corrente il cardinale paghi anche i 300mila euro di bollette non pagate e che aiuti anche le altre famiglie italiane che non riescono a pagare le bollette della luce».

È stata creata sul web una campagna per la raccolta di donazioni al fine di supportare l’azione di padre Krajewski, dove è possibile fare delle donazioni per aiutare il pagamento dell’ingente debito arretrato.

Sui social la notizia ha avuto una eco particolare e molte persone e associazioni hanno elogiato l’iniziativa del cardinale con post entusiasti.

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