Velato, il nuovo cantante incappucciato napoletano: «Non imito Liberato, l’anonimato una necessità»

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Intervista esclusiva al misterioso artista partenopeo, uscito lo scorso 9 maggio con il brano "PensannAte": «Napoli un teatro, io solo una maschera»


Da un paio di anni a questa parte il 9 maggio non è più un giorno come gli altri. Almeno per gli appassionati di un certo tipo di musica. Liberato, il misterioso cantante napoletano senza volto, ha aspettato le 23.59 per diffondere ben cinque nuove canzoni, omaggiando il suo primo grande singolo intitolato, appunto, “Nove Maggio”. Se l’aspettavano un po’ tutti, ma con il passare delle ore le speranze cominciavano a scemare. Ma mentre i fan attendevano notizie da Liberato, a Napoli si è manifestato un nuovo cantante a volto coperto. Il suo nome è Velato, che ha spiazzato tutti lanciando a mezzanotte del 9 maggio la sua “PensannAte”.

 

Non è la prima canzone di questo artista incappucciato, ma il tempismo con cui ha pubblicato il suo nuovo pezzo di certo non è passato inosservato. «“PensannAte” esce in una data importante per me, una data che ha segnato vari percorsi della mia vita personale», ha raccontato Velato ai nostri microfoni. Nessun omaggio a Liberato, quindi, a dispetto di una cifra stilistica che invece lo ricorda parecchio: «Le somiglianze di immagine non vogliono essere un tentativo di emulazione. La mia musica segue un certo tipo di sperimentazione che va oltre le tendenze che costringono a sporcare, in qualche modo, molti prodotti attuali».

La musica melodica napoletana si fonde con sonorità marcatamente elettroniche, un’identità ben precisa che l’artista spiega così: «Il progetto Velato nasce da sperimentazione e da una rinascita artistica del genere senza molti compromessi. L’anonimato è una necessità, non una scelta. È la musica a essere messa in primo piano». La città di Napoli, inevitabilmente, occupa un ruolo centrale nelle canzoni di Velato: «Il mio rapporto con la città è di puro amore. Rappresenta tutto ciò che mi fa stare bene. Avere la possibilità di viverla è un valore aggiunto al mio modo di essere: lei un teatro e io solo una maschera».

Velato è l’ultima proposta di uno scenario musicale, quello underground napoletano, che lo stesso artista definisce «più vibrante e pulsante che mai». “PensannAte” non è altro che una tappa del percorso artistico di questo (presumibilmente) giovane artista, che guarda già al futuro pieno di idee: «Posso anticipare che in alcuni dei prossimi brani che andrò a comporre ci sarà anche il contributo dei fan, che mi hanno inviato diverse poesie in dialetto». Il 9 maggio tutti aspettavano Liberato – arrivato poi al fotofinish – ma intanto hanno scoperto anche Velato.

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