Ferrari, a Barcellona una nuova power unit per ripartire da zero

epa07532583 Monaco's Formula One driver Charles Leclerc of Scuderia Ferrari during the third practice session at the Baku City Circuit in Baku, Azerbaijan, 27 April 2019. The 2019 Formula One Grand Prix of Azerbaijan will take place on 28 April.  EPA/SRDJAN SUKI

Al prossimo Gran Premio il team di Maranello proverà a invertire le sorti del mondiale introducendo un nuovo propulsore e profondi aggiornamenti alla monoposto


A Maranello non rimane che confidare in un nuovo inizio. Gli uomini della Rossa sperano di archiviare i primi quattro appuntamenti del mondiale, risultati in altrettante doppiette Mercedes, e ripartire dal primo Gran Premio in terra europea, quello di domenica prossima nel circuito spagnolo di Barcellona. Non rimane molto tempo per risollevare le sorti di un mondiale che ha preso – per l’ennesima volta – una piega sfavorevole. Prima che sia troppo tardi, i tecnici della Ferrari hanno deciso di anticipare l’introduzione della nuova power unit, inizialmente prevista in corrispondenza del Gran Premio del Canada, e farla coincidere proprio con l’arrivo del circus nel vecchio continente.

Ad annunciarlo è Mattia Binotto in persona, team principal della Ferrari: “In Spagna porteremo una nuova power unit, anticipando il programma iniziale che prevedeva di introdurre la seconda unità a Vancouver. Per questa unità Shell, in collaborazione con il team, ha sviluppato un olio diverso che ci garantirà migliori prestazioni. Siamo riusciti a portare questi sviluppi già qui solo grazie a un gran lavoro di squadra che testimonia quanto tutto il team stia spingendo per recuperare terreno”.

La power unit introdotta durante il week-end del Montmelò proverà a risolvere alcuni errori di gioventù di quella precedente, che si è dimostrata molto potente (tutti i team sono rimasti sorpresi della velocità delle Ferrari sui rettilinei) ma poco affidabile. Problematiche alla gestione elettronica e all’impianto di raffreddamento hanno fatto sfumare una vittoria quasi certa per Leclerc in Bahrain e hanno obbligato i tecnici di Maranello a depotenziare i loro motori. Oltre a essere ‘bella e capricciosa’, la power unit che abbiamo visto finora sulle rosse è sembrata anche molto assetata, costringendo i piloti ad alzare il piede per risparmiare carburante, come è capitato ad esempio a Baku.

Alla Ferrari sanno bene che nel mettere a punto una monoposto di Formula Uno bisogna adottare un approccio ‘organicistico’, data la complessità delle vetture e la profonda interdipendenza che c’è tra le varie componenti. Con l’introduzione del nuovo propulsore sperano quindi di risolvere anche i problemi di stabilità della SF90 – accusati soprattutto da Vettel – e le carenze nel mandare in temperature gli pneumatici, al contrario di una Mercedes che sembra equilibrata e a suo agio con ogni tipo di gomma. Per colmare il gap con le frecce d’argento gli uomini di Maranello completeranno anche il pacchetto di aggiornamenti aerodinamici già introdotti in parte nel week-end di Baku.

Quello della Ferrari è un azzardo, una scommessa che era necessaria, e in quanto tale presenta dei rischi. Il regolamento consente di utilizzare al massimo tre power unit per tutto il mondiale. Anticipando l’introduzione del suo secondo motore il team di Binotto si espone all’eventualità di arrivare nella parte finale della stagione con la ‘coperta corta’ e la necessità di utilizzare un quarto propulsore, caso in cui scatterebbero penalità sotto forma di retrocessioni in griglia. Precorrendo i tempi la Ferrari dovrà riporre particolare attenzione a preservare la meccanica delle sue monoposto, ovviamente al netto di rotture o errori da parte di Vettel e Leclerc.

“Siamo al GP di Spagna – ha proseguito Binotto – una gara nella quale per consuetudine la maggior parte delle squadre porta nuovi sviluppi, quindi ci aspettiamo un miglioramento di prestazione da parte dei nostri avversari. Siamo in ritardo in campionato e sappiamo che dobbiamo recuperare, e per quanto ci riguarda è chiaro che lo sviluppo sarà la chiave di questa stagione. Dopo aver portato un nuovo pacchetto aerodinamico a Baku, anche a Barcellona avremo novità in questo ambito”.

Le novità ci sono e sembrano profonde. Ora bisognerà confidare nel giusto set-up, nella fortuna e nella ritrovata concentrazione di un Vettel che ultimamente sembra avere difficoltà a gestire l’inevitabile pressione. Non è in una situazione psicologica migliore Charles Leclerc, che durante le qualifiche di Baku ha compiuto il suo primo errore ‘in rosso’ ed è esploso in scuse verso il team ed espressioni di grande disappunto che hanno tradito tutta l’ansia del monegasco. Un inizio di stagione promettente ha caricato Leclerc forse di troppe aspettative da parte del pubblico. Ora, dopo il fuoco e le fiamme dell’infatuazione iniziale, si tratterà di trovare una dimensione più matura nel rapporto tra il giovane pilota e i suoi tifosi. Per il bene di Leclerc e di tutto il team.

Una linea dritta su tutti gli errori compiuti fino ad ora, e la Ferrari spera di ripartire da zero. Proverà a farlo in una pista a lei non particolarmente favorevole. Su undici partecipazioni al Gran Premio di Spagna Sebastian Vettel si è assicurato la vittoria solamente nel 2011, quando correva con la Red Bull. Quello di Barcellona è uno dei pochi circuiti che non l’hanno visto cogliere neppure una pole position in carriera. Inoltre, da quando veste i colori della Ferrari, il bottino racimolato su questa pista dal campione tedesco è alquanto misero: ha raccolto un secondo, due terzi e un quarto posto. Se davvero domenica prossima la Ferrari riuscisse a raddrizzare le sorti del mondiale la soddisfazione sarebbe doppia, in quanto andrebbe anche ad interrompere il rapporto negativo che lega la rossa al circuito catalano. D’altronde, nulla che valga la pena ottenere è facile.

 

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