Champions: Liverpool, quando il sogno passa da una rimonta

epa07554392 Fans of Liverpool sing You'll never walk alone before the UEFA Champions League semi final 2nd leg match between Liverpool FC and FC Barcelona at Anfield, Liverpool, Britain, 07 May 2019.  EPA/NEIL HALL

Gli inglesi vincono 4-0 contro il Barcellona, ribaltando un pronostico che li vedeva spacciati e si guadagnano l'accesso alla finale di Madrid. Abbiamo cercato le dieci rimonte più assurde nella storia della massima competizione continentale


“Se c’è un solo luogo in cui questo può accadere, è Anfield”. Non smettevano di ripeterlo, ieri sera, i tifosi del Liverpool. Il 4-0 al Barcellona, senza le stelle Mohamed Salah e Roberto Firmino, sa di impresa, si inserisce di diritto nell’elenco delle rimonte più assurde di sempre. Ripercorriamole.

10) Roma-Dundee: È il 25 aprile 1984, Festa della Liberazione e ritorno di Champions. I giallorossi hanno perso 2-0 in Scozia, in virtù dei gol di David Dodds e Derek Stark, ma non demordono. L’ultimo atto si giocherà, in casa, all’Olimpico e vogliono assolutamente esserci. Detto, fatto: doppietta di Roberto Pruzzo e rete di capitan Agostino di Bartolomei. Qualche mese più tardi, sarà il Liverpool ad alzare la Coppa dei Campioni, ma allora nessuno poteva saperlo. Euforia pura.

9) Stagione 2003/2004, il Milan è una corazzata e a San Siro non fa nulla per nasconderlo. Deportivo La Coruna in gol con Walter Pandiani, poi la doppietta di Kakà e i graffi di Shevchenko e Pirlo sembrano indirizzare verso i rossoneri la qualificazione. Illusione, perché in Spagna, il ritorno avrà le sembianze dell’incubo. Pandiani, Valeron, Luque e Fran spediranno il diavolo all’inferno e consegneranno agli iberici le chiavi del paradiso.

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8) Si può fare di più? Evidentemente si ed è il 2017: storia relativamente recente. Barcellona con le ossa rotte al Parco dei Principi, dove con Angel Di Maria due volte, Julian Draxler ed Edison Cavani, il Paris Saint Germain fa la voce grossa. Il 4-0 diventerà 6-1, a parti invertite, nella gara di ritorno. Luis Suarez, autorete di Layvin Kurzawa, Leo Messi, bis di Neymar e acuto di Sergi Roberto per concretizzare il sogno dei catalani. Il gol del solito Cavani sarà inutile, servirà esclusivamente ad allungare la lista dei rimpianti.

7) Ancora Psg protagonista in negativo, questa volta per “celebrare” la recentissima disfatta contro il Manchester United. In Inghilterra, i francesi sono corsari e vincono 2-0 grazie a Kimpembé e Mbappé. In casa, però compiono l’Harakiri: doppietta di Romelu Lukaku e Marcus Rashford nel recupero, per gelare i parigini e rendere vano il graffio di Bernat.

6) Nella stagione attuale, almeno fino al delirio di ieri sera, era stata la Juventus a centrare la remuntada perfetta. Al Wanda Metropolitano di Madrid, nello stadio che ospiterà la finale, i bianconeri vagano in campo come fantasmi e affondano sotto i colpi di Godin e Gimenez. Quindici giorni per ricompattarsi e all’Allianz Stadium è Cristiano Ronaldo show: 3-0 e passaggio ai quarti in cassaforte.
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5) Miracolo sportivo in salsa greca, quello confezionato dal Panathinaikos nel 1971. A Belgrado, nella semifinale d’andata, la Stella Rossa vince 4-1. Alla tripletta di Stevan Ostojic, si aggiunge il sigillo di Slobodan Jankovic, così l’acuto di Aristidis Kamaras appare il più classico dei gol della bandiera. Si rivelerà, invece, decisivo. Ad Atene i verdi ribalteranno la pratica. Antoniadis due volte e lo stesso Kamaras regaleranno ai Tryfilli l’unica finale della loro storia, dove l’Ajax di Johan Cruijff non farà sconti.

4) Pregustava la finale anche il Goteborg, nel 1986: la doppietta di Torbjorn Nilsson e la rete di Tommy Holmgren, d’altronde, erano un ottimo biglietto di presentazione da esibire al ritorno. Niente da fare. Al Camp Nou, il tris di Pichi Alonso trascina la sfida ai rigori. Dal dischetto i blaugrana non sbagliano un colpo, facendosi il regalo più bello. Servirà a poco e in finale, a brindare, sarà a sorpresa la Steaua Bucarest.

3)Torna in classifica e per prendersi il podio la Roma. il 4-1 incassato nella scorsa stagione contro il Barcellona, sembrava un colpo in grado di stendere chiunque. Gerard Pique e Luis Suarez, d’altronde, completavano una festa inaugurata dalle sfortunate autoreti di Daniele De Rossi e Kostas Manolas, mentre Dzeko provava a rendere meno formale il ritorno. All’Olimpico, però, i giallorossi si riscoprono gladiatori e trascinati da 80mila spettatori in visibilio timbrano il miracolo. Dzeko è inarrestabile, De Rossi e Manolas si prendono una rivincita personale destinata a rimanere scolpita nella memoria di chi ha avuto la fortuna di assistervi.
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2) C’è chi ha fatto meglio, ribaltando addirittura la finale. Nel 1999, a Barcellona, Basler su punizione sblocca il risultato e convince il Bayern Monaco che mettere le mani sulla coppa sia effettivamente possibile. Qualcuno, invece, ha altri programmi e aspetta il recupero per materializzarli. Teddy Sheringham e Ole Gunnar Solskjaer, subentrano dalla panchina e iscrivono l’epilogo spedendo, per una volta, i diavoli in paradiso.

1) Non è un caso che in cima alla classifica ritorni il Liverpool. Istanbul nel 2005 è un film fantasy che nessun regista poteva realizzare. Pronti via e capitan Maldini sblocca il parziale per il Milan. Crespo, con una doppietta, manda le squadre all’intervallo sul 3-0. In una ripresa da tutto o niente, basta un quarto d’ora ai Reds per pareggiare i conti. Gerrard, Smicer e Xabi Alonso conferiscono concretezza ai sogni, il portiere polacco Jerzy Dudeck, come un fedele guardiano, li protegge. La parata su Shevchenko ha dell’incredibile ed è l’ultimo sussulto rossonero. Ai rigori il miracolo è completo e ad alzare la coppa saranno gli inglesi.

Per la serie “Solo qui possono succedere certe cose”, qualcuno ha il coraggio di dargli torto?

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